Testimonianza di Simona L.

febbraio 03, 2017 - by Team Diastasi Italia - in Testimonianze

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Ci convivevo ormai da 5 anni io con quella pancia. Da quando era nata la mia terza figlia.
Dopo il primo figlio, a 27 anni, ci ho messo si e no un mese per tornare più magra di prima e perdere quei 15 kg accumulati. Poi la seconda gravidanza a 35 anni, 20 kg tanti ormoni e mesi di riposo forzato, smaltiti in un anno, giusto il tempo di restare di nuovo incinta!
25 kg questa volta, buttati via per la maggior parte subito, per gli ultimi c’è voluta più pazienza ma se ne sono andati anche loro!

Ho ripreso la palestra appena le piccole mi hanno permesso di respirare, il fisico si asciugava, ma lei restava lì, fedele e indefessa, resistendo a gocciolanti sedute di zumba, estenuanti corse e piroettanti lezioni di total body. Neanche gli addominali che mi ero prefissa di fare tutte le sante mattine la spaventavano. Bastarda! Io sudavo, mi sentivo figa, mi alzavo per andare a fare la doccia e mia figlia mi diceva, innocente e pura “mammina sei bellissima… però hai ancora la pancia!!”

Così d’estate al mare si tratteneva il fiato durante le passeggiate sulla riva, si tornava sorridenti ma paonazzi al lettino e, riprendendo finalmente a respirare, ci si sdraiava rigorosamente pancia in giù per nascondere a tutti le bolle digestive che fuoriuscivano dalla pancia come movimenti di un figlio immaginario. Gli avevo persino dato un nome segreto, si chiamava Lorenzino!

Poi un giorno di fine agosto, un angelo camuffato da utente Facebook (mi dispiace non ricordare chi fosse!) parla di questo gruppo in un altro gruppo di home fitness.

Mi iscrivo subito. Mi accoglie Adriana, che con la sua santa pazienza spiega a me (come a tutte noi!!) che devo fare autovalutazione, che le dita no, non vanno infilate in verticale e che no, non vanno infilate neanche ad addominali tirati, ma che esiste un video…  Ma tutto ciò  spiegato con il massimo della pazienza e della dolcezza. Solo oggi mi chiedo come faccia ogni volta ad averne tanta con le nuove iscritte!

L’illuminazione. Leggo che qui tutte hanno il mio stesso problema. Allora non è una gravidanza isterica! Allora non si chiama Lorenzino, si chiama Diastasi! Brutta bastarda chi ti ha invitata???? E inizia il “calvario” interiore, smetto all’istante di fare ogni tipo di ginnastica, mi sento “malata”, ma come non posso fare gli addominali? ma come non posso correre? ma allora cosa ho fatto fino ad oggi? Ho sbagliato tutto??

Poi ho iniziato a guardarmi di continuo allo specchio, a fare mille fotografie a colei che fino a ieri cercavo di non guardare (che se non la guardo magari sparisce!). Entro in un periodo di crisi mistica in cui tento di elaborare la notizia e di capire quale sarebbe stata la mia strada. Intanto non muovo più un dito e mi deprimo.

E se facessi fisioterapia? E se seguissi gli esercizi ipopressivi tutti le mattine? E se smettessi di mangiare, sarebbe vuota e non potrebbe gonfiarsi! E se smettessi di respirare sarebbe ancora più vuota..
Niente il vortice era diventato un po’ troppo pericoloso.

Decido che la soluzione migliore è ricominciare ad allenarsi, liberare la mente, scaricare le tensioni e schiarirsi le idee.. Intanto lei era al centro dei miei pensieri giorno e notte. Diastasi. Operazione? Nonononono non sono poi così male, la mia pancia non ha smagliature, non ha pelle in eccesso nonononono!

Ricomincio dalla camminata veloce. Intanto però una visita dal chirugo plastico la faccio, che mi costa? Leggo dell’IDI, subito l’appuntamento. Signora mi faccia vedere, si certo, si vede benissimo, va operata, la metto in lista, dovrà solo fare la risonanza prima dell’intervento per il ssn.
No aspetti dottore, come si certo, la lista, l’operazione, io non lo so se sono pronta, vabbè amore che dici… intanto il foglio lo consegno… poi c’è tempo di dire di no quando mi chiameranno.

La camminata veloce intanto diventa corsa, prima blanda poi sempre più veloce. E mentre corro penso. Mi opero, ma che paura, no non mi opero, ma che palle sta pancia. Ma dai non è poi così brutta, però cavolo quando si gonfia è oscena.
Sì ok mi opero, ho deciso! Tanto a nulla servirebbero tutti i miei sforzi per mantenermi in forma, lei è sempre lì. E poi a 60 anni che faccio continuo a correre tutti i giorni? E se poi subentrano prolassi?

Così la decisione diventa definitiva. Dopo mille tira e molla.
In men che non si dica mi arriva la telefonata per la preospedalizzazione. Intanto nel gruppo mi faccio anche tante amiche, alcune di loro le conosco, altre aspetto di incontrarle.

La storia dell’intervento, quella la conoscete già… è stato semplice, a tratti persino divertente!

Ed eccomi qui, a 9 giorni da quella operazione che tanto mi faceva paura ma che alla fine è stata più che tranquilla, con la mia pancia fasciata, seduta sul letto a raccontarvi la mia storia per infondervi un po’ di coraggio e per dirvi che il tormento interiore che avete appena scoprite di avere una diastasi, è lo stesso che abbiamo avuto tutte. Ma quando si fa luce, quando le idee si schiariscono, allora la vedi la strada, e non vedi l’ora di correrci su per dire finalmente addio a quella pancia che non ti appartiene!!

Forza sisters, si può fare, si può tornare ad essere fiere della propria pancia!!!

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Team Diastasi Italia

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