Il chirurgo risponde: dott. Federico Fiori

febbraio 12, 2018 - by Team Diastasi Italia - in Il Chirurgo risponde

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Poniamo qualche domanda al dott. Federico Fiori, direttore dello SDI di Milano (Chirurgia Plastica, Laserchirurgia, Medicina Estetica) e Responsabile delle Attività Chirurgiche della struttura stessa circa la sua tecnica endoscopica.

Occorre essere abilitati per poter effettuare suture con la tecnica endoscopica? 

La tecnica endoscopica è stata pubblicata nel 2017 sulla “Revista Hispanoamericana de Hernia” da un collega sudamericano, Muas, che riportava la sua esperienza . In realtà di endoscopia preaponevrotica ne avevamo sentito parlare sporadicamente anche qualche anno prima. E in ospedale avevamo già in passato utilizzato la tecnica endoscopica per alcune situazioni particolari. Ritengo che per chi -come per il nostro Reparto- si occupi di Chirurgia Laparoscopica Avanzata la tecnica endoscopica preaponevrotica non rappresenti un ostacolo significativo, è sicura ed è piuttosto semplice, pur con tutte le cautele del caso. 

Che cosa pensa dell’uso rete?

Io non amo la rete nel sottocute. Esistono altre tecniche che prevedono il posizionamento di rete sottocutanea e hanno dato spesso dei problemi. I problemi di fastidio sono attenuati , non eliminati, con le reti ibride, ma il problema principale, raro, rarissimo ma comunque concreto è l’infezione della protesi. Sicuramente più raro della recidiva, ma ben più importante come complicanza. Quindi se la fascia è ben trofica e la tensione non eccessivamente marcata la rete non sempre la posizioniamo. Trattiamo Pazienti plurioperati con con pareti completamente compromesse  da numerosi interventi, facciamo TAR (Transversus Abdominis Release), Component Separation e altre tecniche riservate a patologie o condizioni ben più gravi della diastasi. E usiamo protesi di ogni tipo, anche in laparoscopia. Se serve. So bene che la REPA per come è descritta prevede l’uso della protesi, che qualcuno la utilizza sempre, qualcun’altro mai. E chiaro che ognuno di noi agisce in base alla propria esperienza e in caso di plicatura senza rete i tassi di recidiva sono sì più marcati, ma comunque non così rilevanti, e tali da consentirci di valutare caso per caso. 

Detto questo la riparazione endoscopica preaponevrotica è la tecnica che usiamo di meno, semplicemente perché la maggior parte delle ragazze necessitano di rimozione di cute, e con la tecnica endoscopica non si rimuove eccesso cutaneo. È indicata quindi (la REPA) per ragazze in normopeso o lieve sovrappeso, che non hanno cute in eccesso o non hanno voglia di sopportare una cicatrice sovrapubica o a T o altro ma preferiscono tenersi il loro eccesso cutaneo invece della cicatrice.

Ci descriva la sua tecnica endoscopica.

Io metto un solo drenaggio, per ora la degenza in ospedale è di 48 ore ma penso che 24 ore si possano ritenere congrue.
Le piccole incisioni vengono fatte se possibile sul cesareo. Se questo è troppo basso allora sono più alte, per consentire un angolo migliore per gli strumenti, dovendo lavorare sino alla regione sottoxifoidea. La cute viene distesa con del CO2 creando un piano prefasciale , cioè davanti alla diastasi,  procedendo nella dissezione con pinze laparoscopiche (inserite nella cavità scollata attraverso 2 trocar,  strumenti che attraversano le piccole incisioni e consentono di utilizzare le pinze all’interno dello spazio sottocutaneo non facendo uscire l’aria)  sino alla regione sternale, ove solitamente inizia la diastasi. L’ombelico viene staccato dal piano fasciale durante la dissezione, consentendo -ove sussita- la possibilità di riparare un’ernia ombelicale. A questo punto si procede con la sintesi della fascia. Noi utilizziamo una sutura continua barbata, cioè autobloccante, che viene rinforzata con punti separati in materiale non riassorbibile. Quando necessario e non sempre posizioniamo una protesi (rete), che viene fissata con punti separati e non con clips metalliche. Si esegue un lavaggio della cavità,  il controllo del sanguinamento eventuale, il posizionamento del drenaggio,  il riposizionamento dell’ombelico – che viene suturato al piano fasciale. A questo punto si rimuovono i trocar  e si completa l’intervento  con la sutura delle piccole incisioni. La procedura termina con una guaina o medicazione compressiva, che io ritengo parte integrante dell’intervento.

La cute scollata ha ottime capacità di retrazione e riprende rapidamente. Complicanza possibile più frequente l’ematoma… lo scollamento è ampio, e un sanguinamento può capitare, come anche una raccolta di siero. Per questo è necessario posizionare un drenaggio.  Un minimo discomfort nelle pazienti magrissime è dato dalla possibile temporanea palpabilità di punti o clips riassorbibili. Sono si riassorbibili , ma in alcuni mesi. Possono verificarsi anche piccole ustioni superficiali in caso di lembo dermoepidermico molto molto sottile, ma guariscono senza esito e in fretta. 

Esiste la recidiva?

Si, esiste, come per ogni intervento di riparazione parietale. Anche in caso di rete.

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Team Diastasi Italia

10 thoughts to “Il chirurgo risponde: dott. Salvatore Cuccomarino”

  • carla

    7 agosto 2017 at 15:34

    Buongiorno! mi hanno diagnosticato una diastasi e un ernia ombelicale, vorrei operarmi, ma ho paura di non poter affrontare la convalescenza visto che ho due bambini piccoli! Per quanto tempo non si possono tirar su pesi? più o meno di quanto tempo parliamo dopo l’intervento? per fare una visita con il Dott. Loschi a Milano come funziona? grazie mille

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      7 agosto 2017 at 18:03

      Salve Carla! Per la convalescenza consideri che per due settimane non potrà sollevare alcun peso e per altri due mesi dovrà fare massima attenzione. Per contattare il dott. Loschi può scrivere un’email pietro.Loschi@ieo.it

      Rispondi
  • Simona

    8 agosto 2017 at 17:58

    Buonasera
    Ho 43 anni e una diagnosi di diastasi addominale da 2.
    Più che un commento avrei da esporre un quesito perché nell’articolo/ intervista a riguardo non è stato menzionato nulla:
    Occorrono requisiti particolari per potersi sottoporre ad intervento correttivo o/ricostruttivo all’addome (in caso di diastasi addominale) in regime di SSN? Se si quali?

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    • Enrica – Team Diastasi

      8 agosto 2017 at 18:20

      Salve, i requisiti minimi variano a seconda della regione. Nella nostra lista in alcuni casi sono specificati, comunque le consigliamo di chiedere direttamente al chirurgo eventuali parametri.

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  • Roberta

    29 novembre 2017 at 23:46

    salve ho avuti due due cesari, ultimo due mesi fa, è troppo presto per parlare di diastasi anche se mi sono sottoposta a sedute con fisioterapista che mi ha confermato questa patologia .
    Quando si può parlare di situazione definitiva?

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      30 novembre 2017 at 11:29

      Salve Roberta, dopo circa 6/12 mesi dal parto la diastasi diventa definitiva. Le consigliamo di continuare gli esercizi appositi con il fisioterapista in modo che non peggiori ulteriormente.

      Rispondi
  • Annarita

    12 febbraio 2018 at 18:22

    Salve sono una mamma di tre bambini, ho un’ernia epigastrica dovuta ai parti naturali e credo ci sia anche diastasi. Ho fatto la mia prima visita da un chirurgo e mi ha detto che per risolvere il mio problema è necessario un taglio verticale. Volevo sapere se eventualmente si potrebbe intervenire diversamente per evitate una cicatrice così grande. Grazie anticipatamente.

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      12 febbraio 2018 at 18:48

      Salve Annarita, le consiglio di rivolgersi ad uno dei chirurghi indicati nella nostra lista. Se ha anche diastasi la cicatrice può benissimo essere orizzontale e bassa, nella stessa posizione di un cesareo ma più lunga. Segua l’iter che abbiamo indicato (autovalutazione, eco e visita) per accertarsi della sua ampiezza.

      Rispondi
  • Suelen

    14 febbraio 2018 at 23:42

    Salve ho 30 anni ho avuto 3 gravidanza 1 andata male sofro de mal alla schiena, difficoltà. Respiratoria e difficoltà a digerire mi ha diagnosticato una diastasi de 3 centrimetri come mi devo comportare.intervento. Passa. SSN? mi scuso per mio italiano tarocco sono di torino grazie…

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