Come si diagnostica la diastasi addominale
Sospetti di avere una diastasi addominale ma non sai da dove iniziare? Hai notato una protuberanza sull’addome, gonfiore persistente o dolori alla schiena dopo la gravidanza? Segui questi 4 passi per capire se hai una diastasi dei retti addominali e cosa fare.
1. Autovalutazione: il test fai-da-te per riconoscere la diastasi
Grazie a questo semplice test puoi verificare autonomamente se hai una diastasi addominale e avere un’idea della sua ampiezza.
Come eseguire il test:
- Sdraiati supina con le ginocchia piegate e le piante dei piedi appoggiate a terra.
- Metti una mano dietro la testa e l’altra sull’addome, con le dita parallele alla vita all’altezza dell’ombelico, sopra la linea mediana.
- Premi leggermente con le dita sul muscolo addominale rilassato.
- Solleva testa e spalle dal pavimento — come per un crunch — senza piegare il collo né avvicinare il mento allo sterno.
- Muovi le dita a destra e sinistra cercando le pareti del muscolo. Man mano che la contrazione aumenta, il “foro” tra i due retti dovrebbe ridursi.
Si parla di diastasi quando:
- la separazione tra i retti al tatto è larga almeno 2-3 dita
- non si riduce considerevolmente aumentando la contrazione
- si nota una piccola escrescenza che fuoriesce
Dopo il test fai-da-te è consigliabile procedere con un esame diagnostico specifico per valutare con precisione la distanza tra i muscoli.
2. Esame diagnostico: ecografia e risonanza magnetica
In genere il medico diagnostica la diastasi addominale tramite esame obiettivo. In caso di dubbio può prescrivere una ecografia dei muscoli della parete addominale o una risonanza magnetica (RM), utili per misurare con precisione l’entità della separazione e verificare la presenza di eventuali ernie.
È importante che il referto dell’ecografista riporti esplicitamente i centimetri di distanza tra i muscoli e segnali eventuali ernie associate.
Guarda il video di un’ecografia eseguita dal dott. Marcel Caufriez.
3. Visita chirurgica: quando si valuta l'operazione per la diastasi
L’intervento chirurgico è l’unica soluzione in grado di chiudere definitivamente la diastasi addominale, eliminando sia il problema funzionale che quello estetico. Il medico di riferimento è il chirurgo plastico o uno specialista della parete addominale.
Quando è presente anche pelle in eccesso (frequente dopo una o più gravidanze), l’intervento consiste in una addominoplastica: un’incisione nella zona sopra il pube attraverso la quale viene ricostruita la parete addominale. La cicatrice risultante è simile a quella di un parto cesareo e il risultato è permanente.
In assenza di pelle in eccesso esistono tecniche meno invasive come laparoscopia ed endoscopia.
In alcune regioni italiane l’intervento è mutuabile con il Servizio Sanitario Nazionale. Qui trovi l’elenco degli ospedali e dei chirurghi che operano in SSN. Se la tua regione non eroga il servizio, puoi spostarti in qualsiasi altra regione italiana. I tempi di attesa in lista variano da pochi mesi a diversi anni a seconda della struttura. In alternativa è possibile rivolgersi a chirurghi privati.
4. Fisioterapia ed esercizi: cosa fare nell'attesa o nei casi lievi
Il fisioterapista è la figura di riferimento quando la diastasi è recente (entro l’anno dal parto) e poco estesa. Un approccio non invasivo è l’utilizzo del taping neuromuscolare: fasce elastiche applicate sull’addome che drenano i tessuti, attenuano il gonfiore e migliorano la stabilità muscolare durante i movimenti. In caso di ernia ombelicale, il taping aiuta a contenere la fuoriuscita e a mantenere la pancia più tonica.
Nei casi più gravi, o quando l’intervento chirurgico non è praticabile, è consigliabile seguire un programma di riabilitazione con un fisioterapista specializzato.
Esercizi consigliati per la diastasi addominale:
È fondamentale affidarsi a un professionista. Si parte dagli esercizi orientati alla tonificazione del muscolo trasverso dell’addome — il più profondo, responsabile del contenimento dei visceri — per poi integrare progressivamente esercizi che coinvolgano anche i muscoli più superficiali.
Nella nostra sezione Fit&Food trovi video di esercizi che puoi svolgere.
Esercizi da evitare con la diastasi addominale:
Tutti i movimenti che mettono in tensione il retto addominale o espandono la parete addominale sono controindicati:
- rotazioni del busto
- crunch e addominali classici
- esercizi in posizione supina sulla fitball
- stretching che allunghi le fasce muscolari superficiali
- trasporto di oggetti pesanti
- colpi di tosse violenti (in caso di tosse intensa, premi le mani sull’addome verso il centro per sostenere i muscoli retti)
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