Questo sito è indirizzato principalmente ai non professionisti in ambito sanitario, che vogliono saperne di più sulla diastasi dei retti addominali. Tuttavia alcuni termini potrebbero comunque risultare di difficile comprensione, per cui abbiamo deciso di pubblicare un GLOSSARIO con il significato di alcuni termini medici ricorrenti nell’ambito della diastasi addominale e argomenti generali per aiutare nella comprensione dei vari aspetti della patologia.

 

ADDOMINOPLASTICA: Intervento chirurgico per il rimodellamento della parete addominale, che consiste nell’asportazione di cute e tessuto adiposo in eccesso. Se “completa” prevede il riposizionamento (attraverso una incisione) dell’ombelico nella sua sede naturale, se “mini-addominoplastica” l’ombelico non viene toccato e sarà naturalmente leggermente più in basso rispetto al pre-intervento. L’addominoplastica tradizionale, inoltre, prevede un taglio da una cresta iliaca (il margine superiore dell’osso dell’anca) all’altra, mentre per la mini il taglio risulta più corto, entrambi effettuati a livello sovrapubico.

ANESTESIA: leggi il nostro articolo

CICATRICE: leggi il nostro articolo

COMPLICANZE: leggi il nostro articolo

CONTRAZIONE: La contrazione muscolare è il risultato di una serie di stimoli coordinati che porta al movimento della fibra muscolare e quindi del muscolo stesso. È necessaria per riuscire a valutare bene la distanza dei muscoli retti addominali (guarda il video di autovalutazione).

CORE: identifica tutta la fascia centrale del corpo umano (il nucleo) che include il complesso coxo-lombo-pelvico. È anche definito “il centro funzionale del corpo” in quanto è nota la sua funzione sia di stabilizzazione che di trasferimento della forza dalla parte bassa alla parte alta del corpo e viceversa. Core stability: è la capacità di mantenere un’adeguata stabilità funzionale ed un buon controllo neuromuscolare attraverso appunto il core.

CRUNCH: chiamato anche curl-up, è un esercizio per allenare i muscoli dell’addome, in particolare i retti. Il crunch viene eseguito stendendosi in posizione supina, con le gambe leggermente divaricate e in posizione flessa, sollevando il busto in direzione del bacino che invece rimane appoggiato al pavimento.

DERMOLIPECTOMIA: (letteralmente asportazione pelle e grasso) sinonimo di addominoplastica.

DERMOPIGMENTAZIONE PARAMEDICALE: leggi il nostro articolo

DRENAGGI: dopo un intervento serve allo svuotamento della cavità peritoneale da raccolte di sostanze previste nel decorso post-operatorio, come conseguenza normale dello stesso, ed aiuta ad evitare l’accumulo di siero e sangue.

ECOGRAFIA (dei tessuti molli / cute e sottocute / parete addominale): Metodica diagnostica non invasiva che consente lo studio della parete addominale. A differenza della “eco addome completo”, per cui serve una sonda diversa, non evidenzia gli organi interni ma solamente i fasci muscolari.

ENDOSCOPIA: è un metodo di esplorazione dal punto di vista medico che permette di visualizzare l’interno del corpo. Per questo esame viene utilizzato un endoscopio: un tubo ottico munito di microcamere che trasmettono le immagini in uno schermo. Può essere utilizzata sia per la diagnostica, sia per l’esecuzione di interventi terapeutici (endoscopia operativa), sia ancora come strumento di supporto durante un intervento chirurgico.

ERNIA: si intende la fuoriuscita di un viscere dalla cavità che normalmente lo contiene, attraverso un foro, un canale anatomico.

GAP: letteralmente divario, uno spazio, una apertura, una distanza (vuota) tra due parti. Usata solitamente per indicare la distanza tra i due retti addominali.

IPOPRESSIVA (ginnastica): La Ginnastica addominale hipopressiva (G.A.H.) è un insieme di esercizi posturali atti a ottenere una riduzione della pressione nelle cavità toraciche, addominali e pelviche. È stata creata dal Professor Marcel Caufriez, Dottore in Scienze Umane e Riabilitazione per la riabilitazione post-parto. (leggi di più)

LAPAROCELE: rappresenta una complicanza post operatoria caratterizzata dalla fuoriuscita dei visceri contenuti nella cavità addominale attraverso una breccia della parete formatasi in fase di consolidamento della cicatrice di una ferita. In questo si differenzia dall’ernia che si fa strada invece attraverso fori, orifizi o canali anatomici. 

LAPAROSCOPIA: un intervento chirurgico che, a differenza della chirurgia tradizionale, che comporta l’apertura dell’addome attraverso una ampia incisione, consente di operare attraverso alcune piccole incisioni di circa 1 cm. ognuna. Per questo motivo la laparoscopia è da considerare una tecnica chirurgica meno invasiva della chirurgia addominale tradizionale.

L.E.A.: (livelli essenziali di assistenza) indicano quali prestazioni sono a carico del SSN o a carico del cittadino perché non strettamente connesse alla “salute”. Il rilassamento addominale post- gravidico non è solitamente correggibile attraverso i LEA, diverso è l’indicazione se è presente una patologia acquisita quale diastasi dei muscoli retti, laparocele, etc.

LINEA ALBA: è una sottile fascia fibrosa che ricopre e avvolge il muscolo e va a continuarsi nel tendine, situata sulla porzione mediana dell’addome. Prende il 
nome dal colore (“albus” = bianco) delle fibre che contribuiscono a formarla. È una ideale linea mediana dell’addome che forma una struttura particolarmente robusta e scarsamente vascolarizzata. 

ORECCHIE DI CANE: possibile inestetismo residuo dell’addominoplastca. Ai lati della cicatrice si evidenziano due piccoli lembi di pelle che si ripiegano. È possibile rimuoverli dopo circa 1 anno dal primo intervento con un piccolo intervento di “correzione” o “revisione”. 

PERISTALSI: si intende la contrazione della muscolatura presente in organi come l’intestino, capace di determinare un movimento ondoso che consente alle sostanze contenute in questi organi di procedere in un determinato senso (in questo caso l’attraversamento dello stesso). È un processo naturale NON patologico.

PLANK: Il plank (tavola in inglese) è uno dei più popolari esercizi eseguiti per allenare gli addominali. Per eseguire questa posizione, bisogna mettersi in ginocchio con i gomiti a terra, portare indietro le gambe tese appoggiando i piedi sulle dita e sollevare il bacino facendo attenzione a mantenere la schiena dritta e parallela al pavimento. Si consiglia di fare le prime esperienze seguite da un professionista per non incedere in porzioni errate degli arti e affaticare/compromettere la muscolatura.

L.P. Libera Professione: si riferisce alle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale. È definita intramuraria o “intramoenia” se i medici utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso, definita invece “extramoenia” se esercitata al di fuori dell’ospedale dove il medico lavora solitamente con contratto del sistema sanitario nazionale. Il medico è tenuto al rilascio di regolare fattura e la spesa, come tutte le spese sanitarie, è detraibile dalle imposte.

PERINEO: zona perineale è uno spazio anatomico che va dalla vagina (nella donna) o dallo scroto (nell’uomo) alla zona inferiore dell’ano.

PINNA: termine figurativo usato per indicare estroflessione della cute, seguita dai visceri, verso l’esterno, evidenza della pressione degli organi interni, che non essendo adeguatamente contenuti vengono spinti all’esterno. È uno dei sintomi evidenti di diastasi (può anche non essere visibile) si vede inarcando indietro la schiena dalla posizione in piedi, o da stese supine alzando le gambe parallele e dritte.

POSTURALE (dicesi di ginnastica): ha lo scopo di sensibilizzare e tonificare la muscolatura dell’intero apparato muscolare del corpo, con l’obiettivo di mantenere tutti i segmenti scheletrici ben allineati (o riallinearli) in modo da evitare atteggiamenti asimmetrici (dismorfismi) che a lungo andare porterebbero a un cattivo funzionamento degli organi vitali. In pratica la ginnastica posturale è l’insieme di tutti gli esercizi di ginnastica per prevenire e curare posture del corpo non naturali e sbagliate

PUNTI DI ANCORAGGIO: tecnica di sutura che prevede la sovrapposizione di due lembi di tessuto o fasce muscolari o per migliorare la aderenza dell’una 
all’altra. 

RECIDIVA: il ripresentarsi, a distanza di tempo più o meno lungo, del processo patologico precedentemente curato. Nel caso di diastasi si intende in ripresentarsi della separazione degli addominali e dei sintomi correlati. Le ragioni possono variare: nuova gravidanza, breve tempo intercorso tra interventi e sforzi eccessivi, predisposizione personale, fragilità muscolare, vecchiaia.

REVISIONE: l’intervento per le revisioni di cicatrici viene effettuato per migliorare l’aspetto estetico di una cicatrice e/o eliminare i disturbi funzionali, come ad esempio dolore, sensazione di tensione e vera e propria retrazione. Le tecniche più semplici per la revisione di cicatrici prevedono la semplice escissione della cicatrice, la liberazione delle sue aderenze e la chiusura della ferita con tecniche di Chirurgia Plastica. In casi più complessi o di recidiva è necessario associare altre procedure mediche (compressione, lamine di silicone, infiltrazioni di cortisone, radioterapia).

RIPOSIZIONAMENTO DELL’OMBELICO: L’intervento classico di addominoplastica prevede che vi sia un eccesso cutaneo tale da consentire la completa rimozione del lembo cutaneo compreso tra l’ombelico e il pube. Il lembo residuo verrà disteso verso il basso e suturato al margine sovrapubico; l’ombelico, precedentemente isolato e mantenuto attaccato al proprio peduncolo (eccetto in rari casi es: ernia), verrà ricollocato nella sua corretta posizione.

RM (RISONANZA MAGNETICA): La risonanza magnetica è una tecnica di diagnostica per immagini, E’ una tecnica multiplanare, che acquisisce direttamente le immagini in tre dimensioni, ad altissima risoluzione di contrasto delle immagini, che consente di cogliere formazioni anatomiche strutturalmente diverse, ad esempio il muscolo e il tendine, la cartilagine e l’osso. E’ uno strumento non invasivo poiché non si avvale di radiazioni (in caso di ricorso alla somministrazione del mezzo di contrasto questo ha un potere allergizzante molto basso). Tempo necessario circa 30 minuti.

SIEROMA: Un sieroma è costituito da una raccolta di linfa o siero nel sito dell’intervento chirurgico. È un frequente effetto collaterale di interventi di chirurgia plastica o ricostruttiva pertanto è necessario l’uso dei drenaggi.

S.S.N. Il Servizio Sanitario Nazionale è un sistema di strutture e servizi che hanno lo scopo di garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza,
l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie, in attuazione dell’art.32 della Costituzione. Le prestazioni GARANTITE ai cittadini sono quelle presenti nei LEA.

SUTURA: “cucitura”, si intende la procedura chirurgica che permette di avvicinare stabilmente i lembi di una ferita favorendone la cicatrizzazione.

TAC: La tomografia computerizzata (TC) è una tecnica di diagnostica per immagini radiologico in cui i dati raccolti dal passaggio di vari fasci di raggi X nell’area interessata sono rielaborati da un computer, in modo da ricostruire un’immagine tridimensionale dei diversi tipi di tessuto.

TAGLIO A T: in tema di addominoplastica si riferisce alla necessità di aggiungere al taglio orizzontale sovrapubico un piccolo taglio verticale formando, appunto una cicatrice a forma di T rovesciata.

TRASVERSO: muscolo trasverso dell’addome è uno dei muscoli larghi che contribuiscono a formare la parete addominale. È quello posto più internamente, la sua contrazione ha effetto sulla parete addominale e sulla gabbia toracica, contribuendo alla dinamica respiratoria. È un muscolo che si attiva con l’espirazione, anche mediante un abbassamento delle costole. Gli ultimi studi sottolineano l’importanza del corretto tempismo di contrazione del muscolo nella stabilizzazione della colonna lombare e nella prevenzione di lombalgia.

 


 

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Il nostro è il primo gruppo Facebook italiano dell’Associazione Diastasi Italia ODV che, già dal 2015, si occupa di diastasi addominale, una patologia tanto sconosciuta quanto diffusa. Qui troverai l’esperienza, il supporto e i consigli, non di una, ma di quasi 20 mila donne che combattono con questo problema o che l’hanno già risolto.

 

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