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Diastasi addominale: il primo sito completo sulla patologia

Che cos'è la diastasi addominale

Cos’è la diastasi addominale? Quali sono i suoi sintomi? Come riconoscerla dopo il parto? La diastasi dei retti addominali è una patologia più diffusa di quanto si pensi, che colpisce soprattutto le donne in gravidanza ma anche uomini e bambini. In questa pagina trovi tutte le risposte.

Anatomia del muscolo retto addominale

diastasi retti addominali

Il muscolo retto addominale è uno dei muscoli principali della parete addominale anteriore ed è un elemento muscolare pari: esiste infatti sia il retto destro che il sinistro.

I due muscoli sono separati dalla cosiddetta linea alba (o linea mediana), una sottile banda di tessuto connettivo priva di nervi e vasi sanguigni, che si sviluppa longitudinalmente dallo sterno fino alle ossa del bacino.

Cos'è la diastasi addominale: significato e definizione

Il termine “diastasi” indica l’allontanamento permanente di superfici muscolari od ossee normalmente contigue. La diastasi dei retti addominali consiste nella separazione eccessiva tra la parte destra e la parte sinistra del muscolo retto addominale, che si allargano allontanandosi dalla linea mediana.

La linea alba è formata da tessuto poco elastico ma resistente: questo significa che, una volta che la separazione avviene, è difficile che i tessuti tornino spontaneamente alle condizioni iniziali.

La diastasi addominale è una conseguenza principalmente della gravidanza. La causa principale è lo stiramento dei muscoli retti operato dall’interno dall’utero in crescita. Anche la pressione del feto e i cambiamenti ormonali contribuiscono all’assottigliamento del tessuto connettivo. Se la diastasi si presenta in una prima gravidanza, le probabilità che si ripresenti nelle successive sono più alte.

È tuttavia fisiologico che, nelle prime settimane dopo il parto, i tessuti connettivi siano ancora rilassati. Di norma la separazione si risolve entro le prime 8-12 settimane, fino a un massimo di 6 mesi. Se invece l’addome rimane rilassato, si gonfia eccessivamente dopo i pasti, non migliora con l’attività fisica o è presente un’ernia ombelicale, è probabile che si tratti di diastasi addominale post parto.

I medici diagnosticano una diastasi addominale quando la distanza tra i due muscoli supera circa 2 centimetri. Distanze inferiori sono considerate fisiologiche.

La diastasi fa sì che i visceri siano meno protetti dalla fascia muscolare e quindi più esposti a traumi. Anche obesità, sforzi fisici intensi e una forma congenita possono causare diastasi — per questo anche gli uomini ne sono colpiti.

Fattori di rischio in gravidanza

Sebbene la comparsa della diastasi non sia prevedibile, sono stati identificati alcuni fattori di rischio:

  • età della gestante superiore ai 35 anni
  • peso elevato del feto
  • gravidanza gemellare
  • gravidanze precedenti

Altre cause della diastasi addominale

La diastasi può comparire anche in assenza di gravidanza, per via di:

  • indebolimento muscolare
  • obesità
  • età avanzata
  • attività fisica eccessiva
  • malattie che provocano vomito intenso
  • tosse cronica

In alcuni individui la diastasi è presente dalla nascita. Nei bambini è frequente e tende a risolversi nei primi anni di vita. In rari casi può comparire un’ernia ombelicale o ventrale che richiede intervento chirurgico.

Prevenzione della diastasi in gravidanza

In alcuni casi è possibile ridurre il rischio di diastasi durante la gravidanza con questi accorgimenti:

  • correggere la postura, anche durante la camminata
  • sedersi con la schiena dritta e i piedi ben appoggiati
  • svolgere attività fisica moderata sotto la guida di un fisioterapista, con esercizi mirati al muscolo trasverso e al pavimento pelvico
  • evitare esercizi che tendono ad allungare la parete addominale
  • evitare la ginnastica ipopressiva integrale durante la gravidanza

Sintomi della diastasi addominale

Quando i muscoli addominali perdono la loro efficacia, non riescono più a svolgere la loro funzione stabilizzante del tronco. Gli organi interni premono verso l’esterno, dando alla pancia una forma prominente spesso scambiata per gonfiore o addirittura per una nuova gravidanza.

La diastasi non è solo un problema estetico: provoca importanti alterazioni nella meccanica del bacino, con sovraccarichi su anche, bacino e schiena. Può inoltre favorire la comparsa di ernie, soprattutto ombelicali.

Il segno caratteristico è una cresta o “pinna” visibile lungo la linea alba, dallo sterno all’ombelico, che si manifesta con la tensione dei muscoli addominali.

I principali sintomi funzionali della diastasi dei retti addominali sono:

  • dolori alla schiena e senso di affaticamento
  • dolori alle anche e al bacino
  • incontinenza urinaria
  • ernia ombelicale
  • gonfiore addominale
  • nausea e difficoltà digestive
  • difficoltà respiratorie
  • peristalsi visibile a occhio nudo
  • iperlordosi
  • senso di pesantezza al pavimento pelvico

Come riconoscere la diastasi addominale: autovalutazione e diagnosi

È possibile fare una semplice prova di autovalutazione come illustrato nel nostro video. Per una diagnosi corretta è comunque necessaria una visita clinica che misuri la distanza tra i due muscoli. Nei casi dubbi si ricorre a un’ecografia della parete addominale o a una risonanza magnetica, per escludere un’ernia epigastrica o un laparocele.

 

Di seguito un interessantissimo video di una puntata di “Buongiorno Benessere” andata in onda il 11/03/2017 su RaiUno dedicato alla diastasi con l’intervista al dott. Grassetti, chirurgo plastico:

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di Diastasi Italia