La storia di Chiara

marzo 16, 2017 - by Team Diastasi Italia - in Prima e dopo, Testimonianze

3 Comment

La mia storia con la diastasi inizia al termine della mia prima gravidanza, nel 2010, per la quale ho sofferto di polidramnios (il bambino aveva 10 litri di liquido amniotico) e avevo un pancione che sembrava quello di una gravidanza plurigemellare.

Non hanno voluto farmi un cesareo pretermine, hanno aspettato alla 40esima settimana, parto indotto ma che è finito comunque con un cesareo per ironia della sorte. Una volta alzatami dopo il cesareo ho notato subito che c’era qualcosa che non andava. Ho sentito come se tutte le viscere non fossero più contenute dal mio ventre. Ma era la prima gravidanza, non avevo esperienza in merito, quindi non ho dato troppo peso a questa brutta sensazione. Poi passavano i mesi… Ma il mio pancione era sempre là. Era diminuito ma solo come quello di una donna al 4/5 mese di gravidanza. Non come una che ha partorito già.

Le persone che mi vedevano, conoscenti, amici, anche una ginecologa alla visita all’anno dopo il parto, mi dicevano che era colpa mia, che ero ingrassata troppo, e che dovevo dimagrire. Eppure le mie gambe le mie braccia, il resto del mio corpo (a parte la pancia) era tornato alla normalità. La ginecologa poi mi disse di fare addominali. E io li feci per mesi… Ma niente. La mia pancia era sempre li. E io sempre più depressa, con una forma fisica che detestavo. Io che ero sempre stata esile, con una corporatura magra e che mi piaceva. Ho passato anni avvolta in maglie larghe, tutoni e vestiti che cercavano di nascondere il mio pancione che però non si nascondeva lo stesso…

Con la seconda gravidanza (2013) non ho notato ne peggioramenti ne miglioramenti, solo la piacevole sensazione di non dovere più nascondere la pancia x 9 mesi. Dopo di che tutto come la prima volta. Però ho cominciato ad avere dolori, coliche biliari, mi sono fatta vedere fa un chirurgo generale, che per primo mi ha parlato di diastasi addominale. Mi operò nel 2014 in laparoscopia x togliere la colecisti e un’ernia ombelicale, dicendomi che avrebbe provato a chiudere anche i retti addominali, ma non ci riuscì perché la diastasi era troppo estesa e non si poteva fare in laparoscopia.

Finalmente però avevo un nome, un motivo per giustificare la mia pancia… Qualcosa a cui dare la colpa. Magra consolazione, ma era un punto d’inizio. Ho cercato in lungo e in largo per tutta la Sardegna, qualche chirurgo che potesse operarmi in ssn ma le opzioni erano taglio verticale con chiusura dei retti e nessuna addominoplastica. Mi sono rifiutata. Togliere la diastasi e avere una cicatrice peggiore della diastasi stessa non aveva senso, non lo accettavo.

Intanto vado ancora più in paranoia, mi convinco che perdendo peso magari potevo migliorare. Vado da una amica dietologa che mi dice che non sono sovrappeso ma perdere un po’ di chili mi può fare bene (anche perché avevo la pancia con la circonferenza di un’obesa e il resto del corpo normale). Perdo 8 kg ma la situazione non migliora. Anzi. La pelle rimane ancora più appesa e mi faccio ancora più schifo.

È grazie alla dietologa che ho trovato la mia salvezza. Mi ha inviato lei da un chirurgo plastico privato. Dottor Ludovico Palla. Chirurgo plastico che viene in Sardegna da Roma e lavora su Roma, Cagliari e Milano. Mi ha ridato la speranza che potevo migliorare, proposto chiusura dei retti con addominoplastica e taglio orizzontale, al massimo a t rovesciata a seconda di come la mia pelle avrebbe reagito una volta scollata e tirata. Prima visita a fine ottobre, prescritti esami preoperatori, seconda visita a inizio febbraio e operazione 14 marzo 2017 a Cagliari, Villa Elena. Il giorno della mia rinascita.

Ancora non mi sono vista senza fasciatura ma vedo e sento già anche con le garze che sono migliorata. Dalla risonanza risultava una diastasi larga nel punto massimo 4.8 cm, mentre il dottore aprendo ha riscontrato una diastasi molto più grande (esattamente non so di quanto). Cosa più grave di tutte: avevo l’aorta addominale non protetta. La distasi fa in modo che i visceri siano meno protetti dalla fascia muscolare e quindi più a rischio di un eventuale trauma. Mi ha detto che è una cosa molto pericolosa, perché avendo anche un banale incidente d’auto si può rischiare di morire per questo in pochi minuti. Ora sono solo a due giorni dall’intervento ma non potrei essere più felice. I dolori sono sopportabili e non c’è nulla che mi fa rimpiangere di averlo fatto.

Commenta

Share this article

Team Diastasi Italia

6 thoughts to “La storia di Chiara F.”

  • Claudia Casetti

    14 aprile 2017 at 7:00

    Cara Chiara sono contenta che tu abbia risolto!potrei sapere dove opera il tuo chirurgo?io sono di Roma, e ho il tuo stesso problema. Vorrei tanto capire a chi mi posso affidare. Grazie!

    Rispondi
  • Liliana

    23 aprile 2017 at 18:37

    A distanza di 4 anni lapancia è aperta , quando ne parlo con mio marito ( che è medico ) minimizza , dicendo che l’operazione è molto più invasiva .. ma io mi sento diversa non sono più io ho un pallone nella parte superiore.. help help

    Rispondi
  • clo

    12 giugno 2017 at 19:05

    In tutto ciò, trovo assurdo che i medici e ginecologi non si occupino affatto della salute – anche psicologica – delle donne dopo il parto.
    Tutti a spiegarti cosa DEVI fare in gravidanza, COME devi partorire, e poi dopo…il buio. Nessuno ti dice niente, nessuno ti aiuta a capire se tutto è andato a posto, nessuno ti prende sul serio quando dici che “li sotto” c’è qualcosa che non va, nessuno che verifica se magari hai avuto un prolasso, o ti spiega cosa fare dopo il parto per rimetterti in forma (nel senso funzionale prima che estetico) e quali sono i possibili danni…

    E quando vai da un ginecologo, esprimendo una preoccupazione, ti dicono “ma è solo una questione estetica”, come se la tua vita da “donna” dopo il parto fosse finita e non avesse piu importanza.

    E’ la cosa che più ho detestato dopo il primo figlio, ed è quello che mi fa più paura ora che aspetto la seconda.

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      14 giugno 2017 at 17:04

      Hai ragione Clo! La maggior parte di noi non aveva MAI sentito parlare di diastasi prima del parto e prima di vaer notato che ci fosse qualcosa di “strano”. Noi lottiamo ogni giorno perchè a questa patologia venga dato il giusto peso!

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

×

Make an appointment and we’ll contact you.

* campi obbligatori

Inline
Inline