Osteopatia e diastasi addominale

aprile 04, 2018 - by Team Diastasi Italia - in Info utili

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  1. CHE COS’È L’OSTEOPATIA?

È una disciplina che pone l’attenzione sulle cause che hanno portato all’insorgenza di un problema, ricercando le alterazioni funzionali del corpo che portano al manifestarsi dolori o situazioni posturali di varia natura.

L’osteopatia, da quest’anno riconosciuta tra le discipline sanitarie, nasce alla fine del XIX secolo dal dottor Andrew Tailor Still che scoprì la relazione tra salute e l’equilibrio funzionale dell’insieme delle strutture del corpo: un corpo le cui parti lavorano in maniera corretta, garantisce il benessere generale dell’individuo.

I principi su cui si fonda l’osteopatia sono :

  • UNITÀ DEL CORPO : il corpo è formato da varie parti strettamente correlate tra Lo stato di salute dipende dall’equilibrio tra corpo, mente e spirito.
  • Il corpo possiede dei meccanismi di AUTOREGOLAZIONE e AUTOGUARIGIONE.
  • La STRUTTURA DEL CORPO ( delle sue varie parti) è strettamente legata alla sua FUNZIONE.

Le principali applicazioni riguardano le problematiche muscolo scheletriche, neurologiche (sciatalgie, nevralgie, sindrome tunnel carpale ecc..), neurovegetative (stress, ansia, disturbi del sonno ecc), occlusive, uro-ginecologiche, il sistema gastrointestinale (problematiche digestive, coliti, stipsi, ecc), gravidanza e pediatria.

Qualsiasi sia il problema da risolvere, l’osteopata considera la meccanica della zona e le relazioni che essa intrattiene con gli altri distretti anatomici.

 

  1. CENNI DI ORGANIZZAZIONE POSTURALE

LO SCHELETRO è un sistema ammortizzante sulle quali agiscono:

  • FORZE DISCENDENTI passanti per cranio, colonna (con il torace), bacino, anche e arti inferiori
  • FORZE ASCENDENTI che compiono esattamente il percorso inverso

La Colonna e bacino sono l’asse attorno al quale ci organizziamo e in particolare il bacino diventa un perno importante per l’organizzazione posturale dell’individuo ed è influenzato dai distretti che si trovano al di sopra e al di sotto di esso.

LA FASCIA (tessuto connettivo che ha inserzione sulla struttura ossea, avvolge i muscoli, il sistema viscerale , i vasi e i nervi) insieme alla struttura ossea, garantisce la stabilità del corpo e le relazioni tra le varie parti, gestisce la postura e funge da trasmettitore di tensioni.

Semplificando ai minimi termini, se ho una rigidità su un’articolazione questa tensione si può trasmettere tramite la fascia in un altro distretto corporeo, impedirne il corretto movimento (organizzazione) e portare all’insorgenza di un dolore o di un ulteriore blocco articolare.

Quando sorge un problema che sia un dolore muscolo-scheletrica o una questione posturale, dobbiamo chiederci e verificare il comportamento di tutti i distretti anatomici direttamente coinvolti nell’organizzazione del corpo. Siamo infatti abituati a portare l’attenzione sulla zona in cui insorge il problema, senza tener conto delle parti che possono influenzarne la dinamica o l’atteggiamento.

 

  1. LA DIASTASI ADDOMINALE

Prendiamo in considerazione la DIASTASI ADDOMINALE, che ritroviamo durante la gravidanza per l’accrescimento dell’utero nell’addome (comportando uno stiramento della fascia che connette i due retti addominali) e per i cambiamenti ormonali. Solitamente questa situazione si riduce dopo il parto, di pari passo con il riassetto posturale e globale della donna (entro i 12 mesi successivi al parto).

Ipoteticamente se avessimo una struttura completamente libera ed in equilibrio, la gravidanza con le sue modificazioni non comporterebbero necessariamente la formazioni della diastasi addominale intesa come patologia. Tutti gli adattamenti richiesti dalla gestazione avverrebbero in maniera più fisiologica e naturale possibile, così come il riassetto posturale post gravidanza e il parto.

Le situazioni che possono predisporre al PERMANERE di una diastasi addominale di diverso grado sono:

  • PROBLEMI POSTURALI E MOBILITÀ del BACINO e del TORACE (con il diaframma)
  • SQUILIBRIO PRESSORIO tra addome e torace (diaframma si occupa di gestire tre le altre cose le pressioni interne del corpo)
  • RIGIDITÀ e blocchi della COLONNA, in particolare a livello lombare
  • PARTI OPERATIVI o particolarmente DIFFICILI
  • “ATTEGGIAMENTI POSTURALI” SCORRETTI, globali o di alcune parti del corpo, esistenti già prima della gravidanza o conseguenti ad essa
  • FATTORI ORMONALI
  • FATTORI GENETICI per cui la paziente può avere una particolare lassità tissutale
  • ETÀ
  • SOVRAPPESO

Ad essa troviamo spesso correlate :

  • ISTABILITÀ DEL PAVIMENTO PELVICO
  • DOLORI PELVICI DI VARIA NATURA
  • PROLASSI
  • INCONTINENZE
  • DOLORI LOMBARI E/O CERVICALI
  • PROBLEMATICHE INTESTINALI
  • ERNIE OMBELICALI

La diastasi addominale e le problematiche legate alla sfera uro-ginecologica o muscolo scheletrica nel post gravidanza, vanno viste quindi come espressione di una problematica posturale più ampia.

L’OSTEOPATIA NON “ RISOLVE ” questo problema, una volta instauratosi come patologia, ma PUÒ IMPEDIRNE L’AGGRAVAMENTO e soprattutto CORREGGERE IL MECCANISMO CHE NE HA CONTRIBUITO L’INSORGENZA, impedendo che si creino le problematiche funzionali o dolorose sopracitate.

Alla stessa maniera le tecniche osteopatiche sono efficaci per rendere più elastica e ammortizzante la struttura (il contenitore) in modo da ristabilire una corretta pressione a livello addominale, oltre che ridare maggiore equilibrio al bacino e al torace.

La gravidanza rimane comunque uno dei maggiori e più importanti fattori predisponenti alla diastasi addominale, in quanto vi è un aumento di pressione addominale e inoltre i contenitori bacino, addome e torace sono sottoposti a numerose sollecitazioni e modificazioni (meccaniche e ormonali). Il diaframma modifica la sua “posizione” influenzando le pressioni interne del corpo, non solo nell’addome ma anche a livello toracico. Cosa succede se aumentiamo la pressione all’interno di un contenitore? Questa tenderà a sfogare nelle zone in cui le pareti sono meno resistenti, tanto più il contenitore stesso presenterà meno capacità di adattamento ( maggior rigidità).

 

  1. LA DIASTASI NELL’UOMO?

Escluso ovviamente il discorso gravidanza, anche nell’uomo è possibile si instaurino problematiche pressorie addominali scorrette, per una RIGIDITÀ DEL CONTENITORE TORACICO, ADDOMINALE E DEL BACINO e SQUILIBRIO POSTURALE GENERALE che portino all’insorgere della diastasi dei retti, associata ad erniazioni a livello ombelicale o inguinale.

Anche in questo caso gli sforzi eccessivi (sportivi o lavorativi), sovrappeso, genetica, hanno la loro rilevanza, ma non possiamo però prescindere dalla CURA del nostro corpo inteso come:

  • L’EQUILIBRIO DELLE VARIE PARTI
  • EQUILIBRIO DELLE PRESSIONI INTERNE CORPOREE
  • BUONA AMMORTIZZAZIONE DELLA STRUTTURA SCHELETRICA
  • MANTENIMENTO ELASTICITÀ MUSCOLARE E ARTICOLARE

 

COSA POSSIAMO FARE CON UNA DIASTASI ADDOMINALE MASCHILE O FEMMINILE ?

  • Prima di tutto, ogni caso è a se, non tutti i pazienti sono uguali. Bisogna quindi RICERCARE sul paziente LE CAUSE che hanno portato al permanere della diastasi. Queste sono diverse a seconda della condizione dell’individuo e della sua “storia posturale”.
  • TRATTAMENTI OSTEOPATICI volti a migliorare e ripristinare l’equilibrio della struttura nella sua globalità per permettere un miglior adattamento della stessa e delle pressioni interne.
  • ESERCIZI POSTURALI, DI MOBILIZZAZIONE GLOBALE E SEGMENTARIA per mantenere la mobilità nelle varie parti del corpo direttamente coinvolte nell’organizzazione posturale dell’individuo. Non meno importante la presa di coscienza che ne consegue.
  • ESERCIZI DI RINFORZO globali e per stabilizzare il compartimento addominale.
  • ESERCIZI RESPIRATORI.
  • CORREZIONE STILLE DI VITA e/o ATTEGGIAMENTI POSTURALI SCORRETTI per prevenire ed evitare l’instaurarsi di uno squilibrio muscolo-scheletrico.
  • INTERVENTO CHIRURGICO necessario per impedire l’aumento dello spazio tra i retti e soprattutto la contenzione del contenuto addominale, ma non può essere l’unica soluzione o comunque l’unico intervento possibile. Di fatto in questo modo correggiamo il risultato di un’instabilità più ampia, che coinvolge non solo l’addome, ma anche il torace e la colonna vertebrale in toto. Infatti il meccanismo che ha portato all’insorgenza del problema DIASTASI, permane ed anzi continua ad agire, comportando un sovraccarico di altre zone (a seconda di quale sia l‘organizzazione posturale della persona) e producendo spesso e volentieri problematiche dolorose a carico dell’apparato muscolo scheletrico e nella maggior parte dei casi una continua pressione a livello addominale.

 

La DIASTASI ADDOMINALE va considerata ANCHE come espressione di uno squilibrio posturale e pressorio e come tale va lavorata, cercando di ripristinare una corretta funzionalità del sistema corporeo in generale, indipendentemente dalla risoluzione chirurgica.

 

ZIZIOLI CHIARA
OSTEOPATA D.O , TERAPISTA DEL MOVIMENTO, SPECIALIZZATA IN PROBLEMATICHE URO-GINECOLOGICHE

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Team Diastasi Italia

2 thoughts to “Video intervista: dott. Pietro Loschi”

  • Simona Amantia

    30 settembre 2017 at 8:37

    Grazie al lavoro incessante e disinteressato di noi mamme diastasate, siamo riusciti a collaborare con diverse figure professionali e ciò ci rincuora perche capiamo quanto sei sensibile la tematica in questione…Grazie Diastasi Italia per il lavoro incessante di ricerca che fai, di informazione e divulgazione della conoscenza …

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      30 settembre 2017 at 12:02

      Grazie Simona, il tuo lavoro è preziosissimo per noi e per tutte le mamme che finalmente possono trovare le informazioni di cui hanno bisogno!

      Rispondi

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