Le cicatrici: diverse tipologie e metodi correttivi

marzo 14, 2018 - by Team Diastasi Italia - in Info utili

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La guarigione di ferite dovute a interventi chirurgici è un processo biologico di maturazione complesso, il cui compimento può richiedere mesi o anche anni.

CICATRICI FISIOLOGICHE

In una prima fase, che dura qualche settimana dopo la guarigione della ferita, la cicatrice appare arrossata e a volte provoca prurito. Durante la successiva fase, della durata variabile fino ad un anno circa, si schiarisce, si ammorbidisce e diventa piatta.

I DIVERSI TIPI DI CICATRICI

CICATRICI PATOLOGICHE

  • Cicatrici ipotrofiche: dall’aspetto avvallato rispetto al piano della cute circostante, sono molto sottili e morbide. Possono essere associate ad alcune malattie (es: Sindrome di Marfan, diabete, collagenopatie) o a altri fattori (come suture di scarsa tenuta, eccessiva tensione prodotta in alcune sedi corporee) che si oppongono ad un buon consolidamento dei margini della ferita.
  • Cicatrici ipertrofiche: dall’aspetto in rilievo rispetto al piano della cute circostante, di colore rosso e di consistenza fibrosa, sono caratterizzate da un’eccessiva e perdurante produzione di collagene e piccoli vasi. Possono essere il risultato di problemi che si possono verificare nel corso della guarigione della ferita (infezione, ematoma, eccessiva tensione o contusione dei margini) oppure di una particolare predisposizione individuale
  • Cicatrici cheloidee: hanno le stesse caratteristiche morfologiche delle cicatrici ipertrofiche, ma se ne differenziano per le dimensioni maggiori. Sono sempre causate da una predisposizione individuale, spesso su base familiare, possono insorgere in qualsiasi sede corporea anche a seguito di minime lesioni quali punture d’insetto o piccole abrasioni.

 

I DIVERSI METODI CORRETTIVI

Una cicatrice può risultare esteticamente poco accettabile per motivi diversi. Spetta al chirurgo applicare la metodica più idonea a perseguire il miglior risultato correttivo estetico-funzionale.

  • Cicatrice eccessivamente larga o con linee trasversali causate dai punti di sutura: in tali casi è possibile un intervento chirurgico di revisione, che consiste nell’asportazione chirurgica di una porzione di tessuto organico della cicatrice e nell’applicazione di suture sottocutanee ed “intradermiche”.
  • Cicatrice sporgente rispetto al piano cutaneo circostante: oltre alla metodica precedente può in taluni casi essere indicato un trattamento con laser CO2 che produce una lesione superficiale guaribile spontaneamente nel corso dei 10/15 giorni successivi al trattamento.
  • Cicatrice infossata: in tal caso è necessario procedere alla liberazione delle aderenze che la collegano ai piani fasciali profondi, prima di procedere alla sua sutura sottocutanea ed intradermica (vedi come massaggiare una cicatrice)
  • Orecchie di cane: si tratta di pieghe o protuberanze che possono rimanere dopo un’addominoplastica su entrambi i lati della cicatrice. La causa non è altro che l’angolo sul quale si realizza l’incisione. Per eliminarle il chirurgo può decidere di aprire di nuovo e allungare la cicatrice per alcuni centimetri.

Deve essere chiaro che il risultato dipende solo in parte dalle tecniche utilizzate dal chirurgo: il paziente deve collaborare facendo attenzione ad esempio che la medicazione non si bagni, deve limitare alcuni movimenti soprattutto nel primo periodo, evitare una troppo precoce esposizione alla luce del sole, applicare le creme ammorbidenti consigliate. Esistono purtroppo fattori che possono modificare il normale processo di cicatrizzazione e quindi opporsi ad un buon risultato: anomalie della vascolarizzazione e dell’innervazione, carenza di proteine, uso di cortisone o di alcuni tipi di farmaci, fumo o diabete.

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Team Diastasi Italia

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