Diastasi addominale

La storia di Francesca

marzo 09, 2017 - by Team Diastasi Italia - in Prima e dopo

3 Comment

La mia storia ha inizio intorno al 7° mese della gravidanza gemellare, all’epoca mi ero recata presso un medico dermatologo per mostrare le vistose smagliature che adornavano il mio pancione, durante la visita il medico mi avvisò della possibilità di una diastasi dei muscoli retti addominali, e mi prospettò il tipo di intervento e la possibilità della copertura del SSN nella mia regione. Non diedi peso alla sue parole, e neanche mi interessava sottopormi ad un intervento per un fattore estetico, ignoravo che le problematiche legate erano ancor più profonde.

La gravidanza proseguì senza intoppi e finalmente i miei gemellini vennero alla luce sani, forti e paffuti, 3800 kg e 3500 kg. Già alla prima medicazione notai un particolare sconcertante, guardando il mio addome si vedevano dei movimenti, sembrava che c’era un altro bimbo dentro!!! Chiesi all’infermiere, le quali cercarono di tranquillizzarmi dicendomi che si trattava di una leggera diastasi, ancora quella parola, ormai non più tanto estranea.

I giorni successivi capii subito che la mia pancia non sarebbe più tornata come un tempo, non per il gonfiore, che pensavo essere temporaneo, erano sempre le smagliature ad ossessionarmi e quella che , ahimè, sembra proprio essere pelle in eccesso. I giorni passarono ed io comincia ha notare una certa instabilità nei movimenti, mancanza di equilibrio e quei dannati movimenti nella pancia!!!

Mi ricordai quello che mi dissi il dermatologo e iniziai a fare ricerche online sulla Diastasi. In una di queste ricerche mi imbattei nel gruppo fb Diastasi Italia, un gruppo composto da donne, mamme come me, con le mie stesse sensazioni. Seguo le loro indicazioni e effettuo un autovalutazione e con mio grande stupore verifico che la diastasi c’è ed è anche molto grande più di 4 dita entrano nello spazio tra i 2 retti addominali!!! Ok metabolizzo il colpo ed accetto il problema, il mio corpo ha subito un forte stress e non è riuscito a recuperare.

In un certo senso mi sento come se mi mancasse qualcosa, come se avessi un “handicap” , sento che sono diversa, che prima il mio corpo era in regola, perfetto, come natura prevede e ora non più; e lo percepisco continuamente, ogni volta che inciampo, che perdo l’equilibrio, ogni volta che prendo in braccio i miei figli e nel farlo provo dolore, ogni volta che mangio di più e i dolori allo stomaco non tardano a farmi compagnia. Decido di parlarne con il mio curante il quale mi conferma la patologia e mi consiglia di sentire un chirurgo e di non fare sforzi e se proprio devo farli di tenere su una pancera; ok! Sono mamma di 3 bimbi, il concetto non fare sforzi nella mia attuale vita non è proprio contemplato.

Con l’appoggio dei miei famigliari e l’entusiasmo delle ragazze del gruppo, fisso un primo appuntamento con un chirurgo plastico, amico di mio suocero. Con le migliori aspettative e fiduciosa mi presento dal chirurgo, il quale dopo una breve visita mi conferma la diastasi con ernia ombelicale ma aggiunge che il mio è un problema puramente estetico, e che nel Lazio l’intervento non è convenzionato. Sprofondo nello sconforto più totale, mi confronto subito con le mie compagnie di sventura, le quali mi ascoltano, comprendo e consigliano di sentire altri pareri. In particolare una ragazza, già operata, romana come me, mi consiglia di rivolgermi alla struttura dove è stata operata lei: l’IDI!!! Mi riprendo dalla prima batosta e armata di impegnativa prenoto una visita di chirurgia plastica.
La struttura mi piace, sembra una clinica privata: l’ambiente è pulito e curato. Attraversando l’ampio atrio, immagino già il giorno del mio intervento, ma memore della prima delusione decido di restare con i piedi per terra.
Mi visita una giovane dottoressa la quale conferma la diagnosi e mi illustra il tipo di intervento e che il tutto è convenzionato, prima di essere messa in lista devo fare la visita con il chirurgo generale per valutare l’ernia e mi consegna tutti i riferimenti, inoltre mi riferisce di portare un eco all’appuntamento. Non sto più nella pelle, non posso crederci, il mio sogno è vicino: tornerò presto alla normalità!!! Presto prenoto la visita con il chirurgo generale e mi presento il giorno dell’appuntamento serena e fiduciosa. La visita si svolge come di consueto ed il medico conferma la formazione di una piccola ernia come da referto ma non mi metterà in lista!!!! Per lui il mio è dolo un problema estetico e l’ernia è piccola e lui non mi opererebbe mai per una cosa del genere, ovviamente si raccomanda di non fare sforzi per non rischiare che l’ernia si strozzi; domando come posso non fare sforzi con 3 figli piccoli, la sua risposta è la seguente: “io Le dico quello che non deve fare, poi come farà sono problemi suoi….”. Chiedo cosa devo fare se si dovesse strozzare l’ernia, risponde operiamo d’urgenza.

Lascio il suo studio più confusa di quando al settimo mese di gravidanza sentivo x la prima volta la parola diastasi. Discuto con mio marito che, giustamente (oppure no!!??) non può perdere ore di lavoro dietro a me e ai medici. Il giorno stesso mi sfogo con le ragazze nel gruppo e sempre la ragazza che mi aveva suggerito l’idi mi incita a riprovare ma questa volta di prenotare la visita direttamente con il primario di chirurgia plastica, non sono sicura di voler sentire un altro no, ma la sua certezza è contagiosa continua a dirmi che se farò la visita con lui sarò in lista. Mi convince! Parlo con mio marito, gli dico che sarà l’ultima visita che farò e che se dovesse andar male anche questa me ne farò una ragione ed accetterò tutte le conseguenze di questa patologia. Il giorno della visita con il famigerato primario arriva in fretta, in macchina durante il tragitto ripeto mentalmente il copione, cercando di marcare i disagi, dolori e sensazioni che accuso dal tc, in questa mia follia coinvolgo anche mio marito che non può fare a meno di assecondarmi, sa quanto è importante x me.

Ok ci siamo, sono nella sala d’attesa aspettando che quella porta si apra, sono nervosa. Finalmente la porta si apre e l’infermiera chiama il mio numero; ad accogliermi al di là della soglia c’è un omone alto da gli occhi azzurri; gli porgo il referto ecografico ma neanche lo legge, mi invita a sollevare la maglietta e a sdraiarmi sul lettino, non sono ancora del tutto supina che lui mi blocca e per un attimo rimango sospesa e lo sento dire “la diastasi è evidente, va OPERATA” lancio uno sguardo a mio marito che contraccambia. Il primario mi fa rialzare e prepara tutte le carte spiega velocemente come sarà l’intervento, ma non lo ascolto più, sono rimasta sospesa su quel lettino, e nel giro di pochi minuti mi ritrovo con un foglio in mano che attesta che sono in LISTA. Non sono riuscita a fare domande, e neanche ad esporre il mio copione esasperato, la visita non è andata come mi aspettavo eccetto per il finale!!!

Aggiorno le ragazze e da quel momento parte il mio conto alla rovescia. Dono stata messa in lista il 27 luglio 2016, i primi di novembre mi contattano per la preospedalizzazione e il 20 gennaio 2017 viene fissato il giorno della mia rinascita. È stato un percorso lungo e in alcuni casi difficoltoso che ho potuto affrontare solo grazie all’appoggio dei miei famigliari e all’incoraggiamento mostrato da tutte VOIIIIII!!!!!! GRAZIEEEE

Ospedale IDI di Roma  – Addominoplastica per diastasi cm. 7 cm e ernia, intervento 20 Gennaio 2017

 

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Team Diastasi Italia

2 thoughts to “Testimonianza di Adriana M.”

  • Maria88

    8 gennaio 2018 at 22:09

    Ciao cara Francesca io ho il tuo stesso problema chi ti ha operata? Come posso mettermi in lista

    Rispondi

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