Diastasi dei retti: in quante tipologie si divide?

luglio 30, 2018 - by Team Diastasi Italia - in Il Chirurgo risponde

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Il dott. Agostino Bruno, noto chirurgo plastico, ha gentilmente accettato la richiesta di Diastasi Italia di rispondere a questo semplice (apparentemente!) quesito: in quante tipologie si divide la diastasi dei retti addominali? Ecco la sua risposta:

“La diastasi dei muscoli retti è quella condizione patologica, piuttosto frequente dopo le gravidanze, che consiste nell’allontanamento dalla linea mediana dei muscoli retti dell’addome, con conseguente ampliamento della linea alba. Questa classica distinzione, in realtà è molto semplicistica, perchè la parete addominale è costituita non solo dai muscoli retti dell’addome (che, insieme al muscolo piramidale costituiscono il compartimento muscolare anteriore), ma anche dai muscoli del compartimento antero-laterale (muscoli obliquo esterno, trasverso e obliquo interno). Nella valutazione quindi dello stato della parete muscolare addominale bisogna non solo tenere in considerazione i muscoli retti dell’addome, ma anche i restanti.
La valutazione infatti è primariamente della lassità di parete, che la diastasi può accentuare! (per intenderci, la parete muscolare può essere lassa anche in assenza di diastasi o anche permanere lassa pur con la diastasi adeguatamente corretta!)
Esistono diverse modalità di presentazione della lassità di parete addominale, che non necessariamente coincidono con lo stato dell’eccesso di cute e sottocute (vale a dire una paziente può avere poca pelle in eccesso, ma avere una grave condizione di lassità di parete e, di converso, alcuni pazienti possono avere un significativo problema di cute e sottocute, ma una parete con una situazione non grave).

Pertanto, nella valutazione del paziente vi sono 2 ordini di aspetti da considerare:
1. valutazione dell’eccesso di cute e sottocute e dei depositi adiposi (mediante cui si stabilisce il tipo di incisione necessario -mini-lipoaddominoplastica o lipoaddominoplastica completa o le altre diverse tipologie di addominoplastica, nonché le sedi in cui praticare la liposuzione)
2. valutazione dello stato della parete muscolare e quindi del tipo di plicatura da eseguire. Questa valutazione è solo in parte realizzabile in sede di visita, perchè solo con una visione diretta durante l’intervento si potrà ben valutare la gravità della situazione di partenza.

Riassumendo (e semplificando!), si possono riconoscere 4 diverse tipologie di Diastasi, con relativi diversi trattamenti (Classificazione di Nahas)
Diastasi di tipo A (in cui è presente solo la diastasi dei muscoli retti in presenza di una parete addominale piuttosto tesa);
Diastasi di tipo B (in cui, oltre alla diastasi, vi è una lassità di parete, soprattutto nella sua porzione sotto-ombelicale);
Diastasi di tipo C (in cui vi è, oltre alla diastasi dei retti e alla lassità di parete, una inserzione laterale congenita dei muscoli retti, in presenza molto spesso di arcate costali che definiscono un angolo acuto)
Diastasi di tipo D, la più rara, in cui vi è una scarsa definizione del punto vita, per inserzioni eccessivamente laterali dei muscoli obliqui.

A tipologie diverse di Diastasi corrispondono plicature diverse; se nella diastasi di tipo A sono infatti sufficienti le plicature dei muscoli retti, nelle altre forme si vanno ad affiancare molteplici altri tipi di plicature (trasversali, dei muscoli obliqui, ecc).
Circa la necessità della plicatura dei muscoli obliqui (che definisce la cosiddetta “addominoplastica a corsetto”), questa è sempre opportuna da un punto di vista estetico (in quanto comporta un restringimento del punto vita); è inoltre necessaria anche da un punto di vista funzionale, nel tipo B e C di Diastasi. Le plicature trasversali invece (che saranno oggetto di un futuro più dettagliato post) verranno impiegate in caso di muscoli particolarmente allungati (per ridurne quindi la lunghezza) o in presenza di particolari morfologie delle arcate costali. Un aspetto, infatti, su cui bisogna sempre soffermarsi, è la morfologia delle arcate costali e dell’angolo (acuto o ottuso) che definiscono tra di loro; in presenza, infatti, di un angolo molto stretto tra le arcate costali, la sola plicatura centrale non sarebbe sufficiente a garantire un’adeguata contenzione di parete (con il risultato che la parte superiore dell’addome apparirà comunque globosa nonostante una ben eseguita plicatura); le plicature trasversali alte consentono invece un accorciamento della lunghezza del muscolo e pertanto un’adeguata messa in tensione della parete addominale.”

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Team Diastasi Italia

20 thoughts to “Il chirurgo risponde: dott. Salvatore Cuccomarino”

  • carla

    7 agosto 2017 at 15:34

    Buongiorno! mi hanno diagnosticato una diastasi e un ernia ombelicale, vorrei operarmi, ma ho paura di non poter affrontare la convalescenza visto che ho due bambini piccoli! Per quanto tempo non si possono tirar su pesi? più o meno di quanto tempo parliamo dopo l’intervento? per fare una visita con il Dott. Loschi a Milano come funziona? grazie mille

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      7 agosto 2017 at 18:03

      Salve Carla! Per la convalescenza consideri che per due settimane non potrà sollevare alcun peso e per altri due mesi dovrà fare massima attenzione. Per contattare il dott. Loschi può scrivere un’email pietro.Loschi@ieo.it

      Rispondi
  • Simona

    8 agosto 2017 at 17:58

    Buonasera
    Ho 43 anni e una diagnosi di diastasi addominale da 2.
    Più che un commento avrei da esporre un quesito perché nell’articolo/ intervista a riguardo non è stato menzionato nulla:
    Occorrono requisiti particolari per potersi sottoporre ad intervento correttivo o/ricostruttivo all’addome (in caso di diastasi addominale) in regime di SSN? Se si quali?

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      8 agosto 2017 at 18:20

      Salve, i requisiti minimi variano a seconda della regione. Nella nostra lista in alcuni casi sono specificati, comunque le consigliamo di chiedere direttamente al chirurgo eventuali parametri.

      Rispondi
  • Roberta

    29 novembre 2017 at 23:46

    salve ho avuti due due cesari, ultimo due mesi fa, è troppo presto per parlare di diastasi anche se mi sono sottoposta a sedute con fisioterapista che mi ha confermato questa patologia .
    Quando si può parlare di situazione definitiva?

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      30 novembre 2017 at 11:29

      Salve Roberta, dopo circa 6/12 mesi dal parto la diastasi diventa definitiva. Le consigliamo di continuare gli esercizi appositi con il fisioterapista in modo che non peggiori ulteriormente.

      Rispondi
  • Annarita

    12 febbraio 2018 at 18:22

    Salve sono una mamma di tre bambini, ho un’ernia epigastrica dovuta ai parti naturali e credo ci sia anche diastasi. Ho fatto la mia prima visita da un chirurgo e mi ha detto che per risolvere il mio problema è necessario un taglio verticale. Volevo sapere se eventualmente si potrebbe intervenire diversamente per evitate una cicatrice così grande. Grazie anticipatamente.

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      12 febbraio 2018 at 18:48

      Salve Annarita, le consiglio di rivolgersi ad uno dei chirurghi indicati nella nostra lista. Se ha anche diastasi la cicatrice può benissimo essere orizzontale e bassa, nella stessa posizione di un cesareo ma più lunga. Segua l’iter che abbiamo indicato (autovalutazione, eco e visita) per accertarsi della sua ampiezza.

      Rispondi
  • Suelen

    14 febbraio 2018 at 23:42

    Salve ho 30 anni ho avuto 3 gravidanza 1 andata male sofro de mal alla schiena, difficoltà. Respiratoria e difficoltà a digerire mi ha diagnosticato una diastasi de 3 centrimetri come mi devo comportare.intervento. Passa. SSN? mi scuso per mio italiano tarocco sono di torino grazie…

    Rispondi
  • Ila

    23 febbraio 2018 at 16:58

    Ciao, avete testimonianze di ragazze operate a Pescia dal dott Aloise?

    Rispondi
  • Rossella

    8 marzo 2018 at 11:39

    Buongiorno,
    Vorrei sapere se la diastasi si può correggere con la fosioterapia o é necessario un intervento chirurgico?
    Quali sono gli accertamenti da fare per sapere se si ha questo tipo di problema? Grazie.
    Rossella

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      13 marzo 2018 at 9:08

      La diastasi si può correggere definitivamente con la fisioterapia solo se è fisiologia, cioè se la distanza tra i retti è di circa 2 cm. Per accertarla dovrebbe fare ecografia o risonanza magnetica.

      Rispondi
  • AnnaChiara

    25 marzo 2018 at 0:11

    Buonasera. Mi sto informando nell’ospedale della mia città e mi dicono che la chiusura dei retti coi punti è “superata” perché i punti non riassorbibili sono pericolosi e toc heanche uno starnuto particolarmente violento potrebbe comportare la recidiva o comunque l’effetto “rastrello” sui muscoli dell’addome che contenendo vasi sanguigni importanti potrebbe dar luogo ad emorragie interne o sottocutanee di non lieve entità (mi hanno fatto addirittura l’esempio di una signora per la quale sospettavano una gravidanza extrauterina e invece era un versamento di mezzo litro di sangue). Siccome invece qui leggo che la tecnica della plicatura dei retti viene defintia “innovativa”, cosa pensate?

    Rispondi
  • Genny

    23 giugno 2018 at 23:29

    Come posso prendere appuntamento con
    Il Dott.Grassetti gz

    Rispondi
  • NOEMI

    4 luglio 2018 at 14:10

    salve dove posso fare l’ecografia?

    Rispondi
    • – Team Diastasi

      18 luglio 2018 at 10:18

      Salve Noemi, ci risulta un po’ difficile indirizzarla senza conoscere il luogo in cui vive, comunque se vuole consigli può richiedere l’iscrizione al gruppo Facebook Diastasi Italia: https://www.facebook.com/groups/diastasitalia/ in cui trova un elenco delle strutture consigliate.
      Buona giornata!

      Rispondi
  • Tontini Francesca maria

    6 luglio 2018 at 22:36

    Salve, vorrei avere informazioni sull intervento robotico…
    Grazie

    Rispondi
    • – Team Diastasi

      18 luglio 2018 at 10:11

      Salve Francesca Maria, di quale intervento robotico nello specifico stai parlando? Comunque, se vuoi maggiori informazioni, puoi richiedere l’iscrizione al gruppo Facebook Diastasi Italia: https://www.facebook.com/groups/diastasitalia/
      Buona giornata

      Rispondi

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