Il chirurgo risponde: dott. Luca Grassetti

giugno 27, 2017 - by Team Diastasi Italia - in Il Chirurgo risponde

5 Comment

1) In quale struttura opera e da quanto tempo si occupa di diastasi dei retti addominali?

Opero presso La Clinica Universitaria Di Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona. Mi occupo di diastasi addominale dal 2012.

2) In cosa consiste una diastasi addominale e quali sono i sintomi più frequenti delle sue pazienti?

Consiste nella “separazione” dei due muscoli retti addominali, a mo’ di cerniera lampo, a causa dell’aumento di volume dell’utero in gravidanza, in un momento peraltro dove il cambiamento ormonale facilita la lassità tissutale.

I sintomi che più frequentemente riferiscono le mie pazienti sono:

  • Lombalgia
  • Nausea e gonfiore post prandiali
  • Incontinenza urinaria
  • Difficoltà digestive
  • Coscienza dei movimenti intestinali (peristalsi) visibili sotto la cute
  • Atteggiamento in lordosi

Tra i segni clinici:

  • Iperperistaltismo
  • Ernia ombelicale associata
  • Ernia dei visceri attraverso la diastasi
  • Aspetto circolare dall’addome

3) I soggetti con una muscolatura tonica e allenata sono maggiormente soggetti ad avere una diastasi o questo fattore non influisce in alcun modo?

Una muscolatura tonica può semmai proteggere dalla diastasi addominale, che comunque dipende dalla lassità fasciale e tissutale. Tuttavia ritengo che un muscolo indebolito tenderà più facilmente a sfiancarsi allungandosi e allontanandosi dalla linea mediana.

4) Perché in alcuni soggetti in fase di contrazione a muscolatura si chiude completamente e in altri no?

Perché nei primi la diastasi è di grado inferiore: quando il muscolo si contrae ovvero si accorcia, tende ad avvicinarsi al controlaterale. Se la diastasi è minima, i due muscoli si ricongiungono come nelle condizioni di normalità.

5) Cos’è esattamente quella protuberanza che fuoriesce sull’addome in fase di contrazione?

Quando I muscoli retti si separano, essi non contengono più I visceri addominali allorquando l’aumento di pressione endoaddominale che si crea con l’inspirazione o con l’atto del ponzamento tende a spingerli verso fuori. Essi pertanto perdono di domicilio e cercano di fuoriuscire dalla parete addominale spingendo a loro volta I tessuti molli soprastanti verso l’avanti. La così detta “pinna” o “cresta” è il tegumento, ovvero pelle e il tessuto adiposo antistanti le fasce che ricoprono l’intestino. Nei pazienti più magri si apprezzeranno le anse intestinali sotto la pelle, ma a parità di diastasi, la pinna sarà più voluminosa nei pazienti con più tessuto adiposo.

E’ infatti più difficile valutare il grado di distasi nelle pazienti in sovrappeso.

6) L’ernia addominale è sempre sintomo di diastasi?

No

7) Oltre alla gravidanza, quali possono essere gli eventi scatenanti per una diastasi addominale?

Nei neonati, specie nei prematuri, è dovuta a uno sviluppo incompleto del muscolo retto addominale, in chi ha avuto un intervento di chirurgia generale con incisione xifopubica, può verificarsi una patologia simile chiamata laparocele.

8) Una recidiva post intervento da cosa può essere causata?

  • Cedimento della sutura che deve sempre essere di materiale non riassorbibile (difetto di tecnica).
  • Sforzi importanti come violenti colpi di tosse nell’immediato post operatorio possono creare delle lacerazioni nei punti di ancoraggio dei fili di sutura nella fascia dei retti addominali.
  • Tendenza congenita alla lassità di tendini e fasce, che può esacerbarsi nei periodo di cambiamenti ormonali.
  • Altra gravidanza.

Ritengo che la recidiva sia più probabile in chi ha una diastasi più severa (più cm) e in chi ha una consistenza estremamente lassa delle fasce muscolari, per cui quando passiamo il punto di sutura questa tendono a perdere di consistenza quindi a rompersi.

9) Esistono degli accorgimenti per evitare che la diastasi peggiori?

Evitare di aumentare la pressione endoaddominale, cosa per lo più impossibile. Bisogna vivere la nostra vita al meglio, e non limitarsi per via della diastasi, altrimenti rischiamo l’insorgenza di altre e più gravi patologie come quelle cardiovascolari. Ben venga l’attività fisica, purché la si faccia indossando una pancera sportiva o contenendo la parete con la spinta della mano nel momento in cui si fanno sforzi. Eviterei l’eccessivo allungamento dei muscoli addominali come nello stretching e nelle eccessive torsioni del busto. Tratterei ai primi sintomi gli attacchi violenti di tosse.

10) Come si determina una diastasi minima da una grave?

Più i muscoli retti sono distanti più la distasi è grave. Questo è un dato obiettivo.

Più la paziente lamenta disturbi più la sintomatologia è grave. Questo è il dato soggettivo.

Patologie concomitanti, ernie, comorbilità del paziente e qualità dei tessuti molli completano il quadro clinico.

L’associazione di tutte queste informazioni determina la gravità di questa patologia, nonché l’operabilità a fronte di rischi e benefici derivanti dall’ intervento.

11) Quali sono gli esami a cui sottoporsi per diagnosticare una diastasi addominale?

  • Ecografia addominale
  • RMN nei soggetti in sovrappeso dove la palpazione può risultare dubbia, o nei pazienti con storia di pregressa chirurgia addominale

TAC cerco sempre di evitarla in questa patologia per il rischio ionizzante a livello intestinale.

12) Come mai alcuni suoi colleghi non riconoscono la diastasi come una patologia ma solo come un problema estetico?

Tra le patologie addominali, probabilmente la distasi è tra le meno gravi. E’ molto raro inoltre che un viscere si possa incarcerare e strozzare, essendo la porta erniaria molto grande. Non ci sono al momento evidenze di grado elevato (1 e 2) nella letteratura scientifica internazionale che dimostrino un’associazione statisticamente significativa tra risoluzione chirurgica della diastasi e scomparsa dei sintomi associati. Questo probabilmente anche a causa dello scarso interesse verso tale patologia. Ciò non toglie che le molteplici testimonianze delle pazienti da me operate avallino tutte l’ipotesi che si debba costituire un archivio nazionale e internazionale, ovvero una casistica a disposizione delle società scientifiche per riesaminare l’efficacia di tale cura nella riduzione della morbilità della patologia diastasi.

 

CURRICULUM:

Il Dr. LUCA GRASSETTI nasce a Macerata il 17 Aprile del 1981 e risiede ad Ancona. Nel 2000 consegue la maturità scientifica a pieni voti.

Nel 2006 si Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Politecnica delle Marche a pieni voti con LODE e menzione di merito, distinguendosi come miglior studente dell’anno accademico. La sua tesi (sul ruolo del perinevrio nella rigenerazione nervosa periferica) viene insignita del premio di laurea Ing. Carlo Perrone conferito dal magnifico Rettore nella cerimonia del Dicembre 2007.

Sempre presso l’Università Politecnica delle Marche, nell’Agosto 2012, si Specializza in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva a pieni voti con LODE, e nel Novembre dello stesso anno consegue anche la specializzazione europea in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, superando il BOARD EUROPEO e acquisendo il titolo di Fellow of EBOPRAS (European Board of Plastic, Reconstructive and Aesthetic Surgery) http://www.ebopras.org/fellows.php

Da Ottobre 2012 è Dirigente Medico di primo livello presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona – nella Clinica Universitaria di Chirurgia Plastica.

Ad oggi ha eseguito circa 2000 Interventi Chirurgici in Italia ed all’Estero; nello specifico presso STRUTTURE UNIVERSITARIE ACCREDITATE EBOPRAS (European Board of Plastic Reconstructive and Aesthetic Surgery):

1) 2010: GERMANIA – Aquisgrana (in qualità di specializzando)

2) 2011: INGHILTERRA – East Grinstead (in qualità di fellow per la Microchirurgia Ricostruttiva: prelievo con Addominoplastica di lembo DIEP per la ricostruzione mammaria)

3) 2014 : BELGIO – Bruxelles (in qualità di fellow per la ricostruzione mammaria e addominale)

4) 2014: FINLANDIA – Turku (in qualità di visiting consultant per la ricostruzione dopo traumi degli arti inferiori e per la chirurgia senologica)

5) 2015: TAIWAN – Taipei e Taichung (in qualità di visiting consultant per la ricostruzione addominale e dopo tumori del distretto cervico-facciale)

6) 2015: Russia – Mosca (in qualità di visiting consultant per la Chirurgia Plastica di addome, naso e seno)

7) 2016: USA – Miami (in qualità di visiting consultant per la Chirurgia Estetica di seno, addome e glutei)

8) 2016: Australia – Melbourne (in qualità di visiting consultant per la Chirurgia Estetica di seno, addome e naso)

E’ membro della Società Italiana di Chirurgia Plastica (SICPRE), della società internazionale di Chirurgia Estetica (ISAPS), della Confederazione Internazionale per la Chirurgia Plastica (ICOPLAST), del Consiglio Europeo di Ricerca in Chirurgia Plastica (EPSRC), dell’ Associazione Italiana Ulcere Cutanee (AIUC) e del Board Europeo Di Chirurgia Plastica (EBOPRAS).

E’ autore di oltre 45 pubblicazioni su riviste scientifiche americane tutte indicizzate in PUBMED (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=grassetti+luca) e componente di 2 progetti di ricerca sull’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali in Chirurgia Plastica.

E’ autore e coautore di 9 capitoli di libri di chirurgia plastica pubblicati da case editrici internazionali (tra cui Springer), ed è intervenuto come relatore in più di 50 congressi e corsi di Chirurgia Plastica, In Italia e all’Estero.

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Team Diastasi Italia

17 thoughts to “Il chirurgo risponde: dott. Salvatore Cuccomarino”

  • carla

    7 agosto 2017 at 15:34

    Buongiorno! mi hanno diagnosticato una diastasi e un ernia ombelicale, vorrei operarmi, ma ho paura di non poter affrontare la convalescenza visto che ho due bambini piccoli! Per quanto tempo non si possono tirar su pesi? più o meno di quanto tempo parliamo dopo l’intervento? per fare una visita con il Dott. Loschi a Milano come funziona? grazie mille

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      7 agosto 2017 at 18:03

      Salve Carla! Per la convalescenza consideri che per due settimane non potrà sollevare alcun peso e per altri due mesi dovrà fare massima attenzione. Per contattare il dott. Loschi può scrivere un’email pietro.Loschi@ieo.it

      Rispondi
  • Simona

    8 agosto 2017 at 17:58

    Buonasera
    Ho 43 anni e una diagnosi di diastasi addominale da 2.
    Più che un commento avrei da esporre un quesito perché nell’articolo/ intervista a riguardo non è stato menzionato nulla:
    Occorrono requisiti particolari per potersi sottoporre ad intervento correttivo o/ricostruttivo all’addome (in caso di diastasi addominale) in regime di SSN? Se si quali?

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      8 agosto 2017 at 18:20

      Salve, i requisiti minimi variano a seconda della regione. Nella nostra lista in alcuni casi sono specificati, comunque le consigliamo di chiedere direttamente al chirurgo eventuali parametri.

      Rispondi
  • Roberta

    29 novembre 2017 at 23:46

    salve ho avuti due due cesari, ultimo due mesi fa, è troppo presto per parlare di diastasi anche se mi sono sottoposta a sedute con fisioterapista che mi ha confermato questa patologia .
    Quando si può parlare di situazione definitiva?

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      30 novembre 2017 at 11:29

      Salve Roberta, dopo circa 6/12 mesi dal parto la diastasi diventa definitiva. Le consigliamo di continuare gli esercizi appositi con il fisioterapista in modo che non peggiori ulteriormente.

      Rispondi
  • Annarita

    12 febbraio 2018 at 18:22

    Salve sono una mamma di tre bambini, ho un’ernia epigastrica dovuta ai parti naturali e credo ci sia anche diastasi. Ho fatto la mia prima visita da un chirurgo e mi ha detto che per risolvere il mio problema è necessario un taglio verticale. Volevo sapere se eventualmente si potrebbe intervenire diversamente per evitate una cicatrice così grande. Grazie anticipatamente.

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      12 febbraio 2018 at 18:48

      Salve Annarita, le consiglio di rivolgersi ad uno dei chirurghi indicati nella nostra lista. Se ha anche diastasi la cicatrice può benissimo essere orizzontale e bassa, nella stessa posizione di un cesareo ma più lunga. Segua l’iter che abbiamo indicato (autovalutazione, eco e visita) per accertarsi della sua ampiezza.

      Rispondi
  • Suelen

    14 febbraio 2018 at 23:42

    Salve ho 30 anni ho avuto 3 gravidanza 1 andata male sofro de mal alla schiena, difficoltà. Respiratoria e difficoltà a digerire mi ha diagnosticato una diastasi de 3 centrimetri come mi devo comportare.intervento. Passa. SSN? mi scuso per mio italiano tarocco sono di torino grazie…

    Rispondi
  • Ila

    23 febbraio 2018 at 16:58

    Ciao, avete testimonianze di ragazze operate a Pescia dal dott Aloise?

    Rispondi
  • Rossella

    8 marzo 2018 at 11:39

    Buongiorno,
    Vorrei sapere se la diastasi si può correggere con la fosioterapia o é necessario un intervento chirurgico?
    Quali sono gli accertamenti da fare per sapere se si ha questo tipo di problema? Grazie.
    Rossella

    Rispondi
    • Enrica – Team Diastasi

      13 marzo 2018 at 9:08

      La diastasi si può correggere definitivamente con la fisioterapia solo se è fisiologia, cioè se la distanza tra i retti è di circa 2 cm. Per accertarla dovrebbe fare ecografia o risonanza magnetica.

      Rispondi
  • AnnaChiara

    25 marzo 2018 at 0:11

    Buonasera. Mi sto informando nell’ospedale della mia città e mi dicono che la chiusura dei retti coi punti è “superata” perché i punti non riassorbibili sono pericolosi e toc heanche uno starnuto particolarmente violento potrebbe comportare la recidiva o comunque l’effetto “rastrello” sui muscoli dell’addome che contenendo vasi sanguigni importanti potrebbe dar luogo ad emorragie interne o sottocutanee di non lieve entità (mi hanno fatto addirittura l’esempio di una signora per la quale sospettavano una gravidanza extrauterina e invece era un versamento di mezzo litro di sangue). Siccome invece qui leggo che la tecnica della plicatura dei retti viene defintia “innovativa”, cosa pensate?

    Rispondi
  • Genny

    23 giugno 2018 at 23:29

    Come posso prendere appuntamento con
    Il Dott.Grassetti gz

    Rispondi
  • NOEMI

    4 luglio 2018 at 14:10

    salve dove posso fare l’ecografia?

    Rispondi
  • Tontini Francesca maria

    6 luglio 2018 at 22:36

    Salve, vorrei avere informazioni sull intervento robotico…
    Grazie

    Rispondi

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