La storia di MP

agosto 29, 2018 - by Team Diastasi Italia - in Testimonianze

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Dopo diversi mesi dall’intervento, quasi 4 per essere precisa, mi decido a fare questo post… perchè?? Beh, vi sembrerà sciocco, ma io stanotte ho dormito a pancia sotto, senza avere nemmeno il minimo dolore alla schiena. Vi sembra poco?? A me per nulla. Mi alzo senza quei terribili dolori alla schiena e al bacino, senza quella sensazione di non riuscire a tenermi in piedi appena alzata e di non essere in grado di fare un passo dietro l’altro tanto era il dolore. Ecco questo per me è davvero un evento meraviglioso. Riuscire ad essere tornata padrona del mio corpo e della mia vita per me è meraviglioso.
Ora bando alle ciance e vi racconto il mio percorso, armatevi di pazienza, sono per natura logorroica (lo so, perdonatemi).
La diastasi la conosco da quando sono ragazza, mia madre ne soffriva, non ha avuto nessun cesareo. Anche le recidive conosco… lei ne ha avute diverse, come conosco le conseguenze delle ernie e il laparocele, la resezione dell’intestino a seguito di problemi legati a questa patologia infame. 
Beh è toccata anche a me.
Otto gravidanze, sei a termine, tre parti naturali, tre cesari… ebbene si non mi sono fatta mancare nulla, perchè a me la vita piatta non mi gusta (oddio non sarò mica fuori di testa?? vabbè questo è un altro problema)
Appena mi sono accorta di soffrire di questa patologia, dopo aver avuto i bambini, mi sono rivolta a diversi ospedali, purtroppo da tutti ho avuto la stessa risposta, PICCHE… vabbè capita, non mi sono scoraggiata, ne ho girati molti, poi un giorno trovo finalmente un chirurgo mi dice che mi opera. Estasi, ho creduto di poter risolvere questo problema. E invece… da li è iniziato il mio calvario. Intervento fantasma (la faccio breve questa, tranquille) taglio enorme, chiusura dei retti non fatta, un rotolo immenso sotto la cicatrice che mi dava scosse anche solo a poggiarci lo slip. Non ho mai avuto molta pancia, i miei tessuti avevano tenuto molto bene. Avevo appena appena una piccola morbidezza (anche ovvia visto la mia storia).

Da lì sono caduta in un baratro senza via d’uscita (secondo me). mi sentivo deturpata, avevo questa pancia deformata, non potevo indossare pantaloni o vestiti perchè questa ciambella dolorosa ci vedeva sotto tutto… Sono aumentata circa 30 kg (quindi paffutelle della pagina, tranquille non siete sole). Mi ero operata contro il volere di tutti, soprattutto di mio marito che aveva vissuto il calvario di mia madre e non voleva assolutamente che mi trovassi nella stessa situazione…
Passano gli anni, 10 per l’esattezza, alla fine il mio ginecologo, con il quale ho un meraviglioso rapporto di rispetto e stima reciproca mi cazzia, io mi ero sfogata con lui per questa situazione e lui mi fa la ramanzina e poi mi indirizza presso un chirurgo di sua conoscenza di cui mi parla benissimo, mi elenca tutte le varie peculiarità del medico e mi dice che devo andare da lui e di stare serena. 
Prendo contatti con il medico, il dottor Manetti Gabriele, presso il San Giovanni di Roma, ci incontriamo, lui mi visita, da un’occhiata ai referti che avevo (tutti fatti prima dell’intervento eco e rm). Gli racconto della mia vicenda, di mia madre, della mia paura di ridurmi così, di avere le sue stesse disavventure, dell’operazione, della mia depressione, della voglia di tornare ad avere una vita serena e normale (oddio sul normale… non ci sono mai stata… pazienza). 
Lui è un tipo abbastanza silenzioso, quasi schivo, ma non per altezzosità, ha un carattere riservato (questo l’ho scoperto con il tempo ovviamente). Mi mette in lista e mi assicura che risolveremo tutto. Nel frattempo stavo dimagrendo quindi la mia pancia oltre il rotolo duro sotto la cica, era diventata molla e cadente. 
Dopo un anno e mezzo vengo chiamata per la preospedalizzazione (mi aveva avvisato dei tempi, l’ospedale si occupa molto di oncologia e post bariatrico, quindi le liste non sono proprio snelle). Ci sentiamo diverse volte per telefono e fissiamo un appuntamento anche con il chirurgo plastico, la dottoressa Arelli Floriana. Lei molto più solare di lui, ma questo a livello medico conta poco.

Mi spiega che per riparare quel caos mi ritroverò con una cicatrice che va da fianco a fianco, perchè c’è parecchio da sistemare… ma a me della cicatrice non importava nulla, la ciambella doveva sparire come il ricordo di quella operazione fasulla.
Arriva il giorno dell’intervento. Ansia a mille, si scende in sala operatoria. Staff mitico, anestesista e capo anestesista divertentissimi (lo so anche questo non vale a livello medico, ma fidatevi che conta a livello umano). Solite domane, qualche battuta e risata e poi… ciao ciaoooo!
Mi risveglio, non so dopo quanto sinceramente, sento solo un gran dolore improvviso, e penso “ma chi cavolo me lo ha fatto fare, e se questo dolore fosse così per diversi giorni?” e invece niente, dopo due nanosecondi via il dolore, via qualsiasi fastidio (santa e benedetta flebo antidolorifica).
Non mi ero informata su tante cose, sono una fifona anche se lo maschero bene. Loro mi avevano fatto un’impressione bellissima, di persone comprensive e empatiche (anche questo non vale a livello medico, ma conta accidenti se per me ha contato). E poi sinceramente mi ero informata su chi fossero, sui loro “titoli” sulle collaborazioni con gli altri medici… 
Primo giorno dormita classica post intervento, poi al giro visita mi tolgono le bende e vedo finalmente il lavoro… avevo le lacrime, una pancia piatta da far invidia a Belen, e finalmente i retti chiusi. A me quel duro della rete e la sensazione di avere una fascia interna non hanno disturbato per nulla, sapevo che serviva per la mia salute e ho benedetto ogni attimo e sensazione di quel momento.

Visite per la medicazione e controllo una volta a settimana, sempre con la Dottoressa Arelli, e due volte in collaborazione con Manetti. Tutto bene. Si comincia a togliere i punti. Il guaio è che fa un caldo della miseria, e ho già avuto un cesareo con il caldo… sono un po in ansia, la cicatrice mi da qualche problema sulla T… si riapre, medicazione ogni due giorni, sempre in ospedale, sempre con loro… alla fine si decide per rimettere otto punti… Ora tutto ok. La cicatrice in moltissimi punti è già quasi sparita, il centro, la T è scura, ma è anche ovvio. Schiarirà con il tempo.
Ho iniziato da poco con i massaggi per scollare la cicatrice, li avevo sottovalutati a dire il vero. Trovo un po di difficoltà e non sono proprio piacevoli, ma so che sono utili e allora si va di massaggio.
La sensazione di durezza dovuta alla rete si sta mitigando, in diversi punti si è ammorbidito e quindi so che la rete ha “attecchito” e si stanno riformando le terminazioni nervose della pancia, ho più sensibilità su quasi tutto l’addome. Per il resto… ci vuole pazienza.
I benefici che ne ho avuto sono stati quasi immediati, niente più reflusso, niente più mal di schiena e impossibilità a camminare, molta meno incontinenza, regolarità intestinale.
A livello estetico… cavolo mi sento una strafiga. Non lo sono, ne sono cosciente, ma io mi ci sento. Sto continuando a perdere peso, dovrò fare un piccolo ritocco, a quanto vedo, ma non è dovuto a loro, ma a me che non ho dato tanto peso alla bilancia… Ora sto riniziando a fare attività fisica, e dieta.
Ho un altro modo di pormi alla vita che mi si affaccia solare ogni nuovo giorno (scusate ma il finale smielato ci stava bene).
Spero di essere stata utile anche solo ad una delle sis. 
In bocca al lupo a tutte e buona rinascita.

MP

Testimonianza e foto raccolte con consenso dal nostro gruppo di supporto Diastasi Italia Official Group.

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Team Diastasi Italia

One thought to “Testimonianza di Mary”

  • paola rosaria algieri

    31 marzo 2018 at 22:23

    Ciao, anche io ho riscontrato una diastasi dei retti dopo la prima gravidanza avvenuta nel 2014, oggi sono di nuovo in attesa, sono di 3 mesi, ma ho già un pancione di 5 mesi abbondanti, ho il timore e la preoccupazione di sviluppare un pancione immenso. Tu come sei stata nella seconda gravidanza? Com’era la tua pancia. Io ho tutte le intenzioni di operarmi dopo la nascita del mio/a pargoletto/a.
    Grazie 🙂

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