Principi di prevenzione della diastasi in gravidanza, a cura del prof. Giuseppe Pozzi

Aprile 16, 2020 - by Team Diastasi Italia - in Info utili e consigli, Prof. Giuseppe Pozzi

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 Per limitare l’insorgenza della Diastasi e della patologia erniaria correlata è importante osservare alcuni principi fondamentali:

1)  contenere il peso corporeo e tenere sotto controllo gli eventuali squilibri metabolici;

2)  sin dall’inizio della gravidanza è utile moderare l’attività sportiva, soprattutto gli esercizi fisici che coinvolgono i muscoli retti, prediligendo l’attività motoria leggera ed i corsi specifici dedicati;

3)  il terzo trimestre è il periodo più importante: dal sesto mese bisogna indossare una pancerina addominale specifica, per limitare lo stretching della parete addominale. L’aumento della dimensione dell’utero comporta di necessità l’aumento del volume addominale e modificazione anatomica della parete addominale. I muscoli retti assecondano la progressiva distensione e l’incremento di superficie della parete, lentamente aumentano la lunghezza di almeno il 50% e la loro larghezza di oltre il 100%, si assottigliano e purtroppo nel 20-30% delle donne primipare si separano, dando origine alla Diastasi dei Retti (ossia separazione dei muscoli retti). La percentuale aumenta nettamente nella gravidanza gemellare, nella seconda gravidanza e nelle donne sportive, con forte tono e trofia dei muscoli retti (elemento predisponente alla diastasi). Bisogna fare attenzione alla patologia erniaria correlata (ernia ombelicale, epigastrica, ipogastrica ed il laparocele postcesareo) ed alla meno frequente Diastasi Laterale (separazione tra muscolo retto e muscolo obliquo).

Come capire se la Diastasi è presente?

–  L’auto-palpazione non è agevole. L’addome post-partum è lasso, morbido e poco tonico e, durante lo sforzo addominale in posizione supina, non mostra palesemente il classico bulging o “pinna mediana”, tipico segno diagnostico della diastasi dei retti. È quindi preferibile una diagnosi strumentale.

–  Entro 3 mesi dal parto si può eseguire una Ecografia della parete addominalein posizione supina ed in piedi, sia a riposo che in valsalva (ossia sotto sforzo)” per escludere la presenza di diastasi dei retti, ernie della linea mediana addominale (ombelicale, epigastrica, ipogastrica) e della regione inguinale e crurale.

In relazione al risultato dell’esame il comportamento dovrà essere diversificato:

  • Assenza di Diastasi e patologia erniaria.

Si può subito iniziare un programma di riabilitazione dei muscoli retti, per l’aumento del tono e della trofia dei fasci, al fine di ottenere rapidamente un addome tonico, piano e responsivo agli sforzi fisici giornalieri comuni alle neomamme ed all’attività sportiva.

  • Presenza di Diastasi, senza patologia erniaria

Le attività quotidiane che richiedano sforzi addominali è preferibile che vengano tutelate da una pancerina contenitiva. L’attività sportiva può essere eseguita con moderazione e con l’utilizzo di fasce di contenimento, meglio ancora se guidata da professionisti con esperienza specifica e conoscenza tecnica in questo campo, al fine di evitare un peggioramento della Diastasi.

  • Presenza di Diastasi con patologia erniaria.

Fare attenzione agli sforzi fisici quotidiani; indossare durante il giorno una pancerina contenitiva e curare la stipsi per ridurre lo sforzo dell’evacuazione. Non è consigliabile autonomamente fare sport ed eseguire esercizi coinvolgenti i muscoli della parete addominale, poichè conseguirebbe un peggioramento della diastasi e soprattutto della patologia erniaria correlata. Esistono percorsi dedicati al mantenimento del tono fisico generale che non mettano a rischio le giovani mamme.

 

La diastasi dei muscoli retti purtroppo non è curabile con tecniche di riabilitazione motoria, ma si può contenere con esercizi dedicati. La cura della diastasi è solo chirurgica e l’intervento può essere eseguito dal quarto mese post-partum con un necessario programma farmacologico che tuteli la ripresa precoce dell’allattamento.

L’intervento chirurgico, nel rispetto del paziente e delle consolidate conoscenze scientifiche, deve contemplare alcuni principi fondamentali:

  • una ricostruzione anatomica, funzionale ed estetica della parete addominale 

 –    la stabilità del risultato nel tempo, evitando la temuta recidiva della diastasi 

 –    essere condotto con approccio mini-invasivo chirurgico ed anestesiologico 

 –    evitare o minimizzare l’impiego di materiale permanente durante l’intervento (tipologie di suture ed eventuale rete protesica), in relazione all’entità del caso clinico. 

 –    consentire una rapida ripresa della quotidianità – alimentazione, deambulazione, doccia, guidare l’auto e soprattutto tenere in braccio i bambini.  

 –    permettere la riabilitazione precoce della parete addominale, un compenso al danno da stretching muscolare durante la gravidanza, attraverso esercizi personalizzati.

  • non precludere una successiva gravidanza

 

Prof Giuseppe Pozzi

Studio la Diastasi, le sue complicanze ed implicazioni dal 2006. Ho operato con tecnica mini-invasiva LAP-T senza recidive oltre 850 pazienti con Diastasi dei muscoli retti primitiva e recidiva, insorta a seguito della gravidanza, sport eccessivo, obesità e malattia su base genetica. Migliaia sono le visite ed i controlli postoperatori che ho eseguito nel tempo. Desidero quindi mettere a disposizione la mia esperienza per condividere principi di base importanti per la prevenzione di questa patologia, affinchè sempre meno mamme debbano confrontarsi con queste problematiche dal forte impatto sulla qualità di vita, la sfera emotiva e sulla salute.

L’intervento chirurgico deve essere fatto una volta e bene. L’esperienza professionale e la chirurgia mini-invasiva rappresentano un binomio imprescindibile per la sua realizzazione.

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Team Diastasi Italia

One thought to “Osteopatia e diastasi addominale”

  • Eleonora Marchioro

    10 Giugno 2020 at 14:55

    Buongiorno, vorrei sapere quale pancere consigliate durante la gravidanza. Io purtroppo ho scoperto solo durante la mia seconda gravidanza di avere una diastasi dei muscoli retti.

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