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Diastasi addominale: il primo sito completo sulla patologia

Sapevate che la diastasi addominale è un problema a 3 dimensioni?

Come illustrato nel video di autovalutazione, la misurazione della diastasi è finalizzata a determinare il punto massimo della DISTANZA delle fasce dei muscoli retti tra di loro (larghezza del gap). Tuttavia, oltre a ciò, è utile misurare manualmente anche:
1) La LUNGHEZZA della separazione: da dove inizia il gap (dallo sterno? dall’ombelico?) e dove finisce (all’ombelico? al pube?);
2) La PROFONDITÀ del gap: quanto le dita “sprofondano” tra le due fasce addominali?
Questa misurazione, a differenza delle altre due, può essere eseguita anche con le dita in verticale o con un solo dito, ed è finalizzata a stabilire la “condizione di salute o di integrità” della linea alba.
Un gap profondo (in cui “affonda” almeno una falange di un dito), corrisponde ad una linea alba sfibrata, il che riduce la protezione degli organi interni.
ATTENZIONE: eccessivo adipe nella zona addominale può compromettere il risultato di questa valutazione!
È pertanto discutibile se una diastasi inferiore a 2-3 dita di larghezza possa realmente considerarsi “fisiologica” in presenza di un gap profondo, che espone gli organi interni ad una minore protezione.

Elisa Gallippi